Per Luciano Spalletti, generalmente, squadra che vince non si cambia. Talvolta, però, apportare dei correttivi alla formazione è questione di necessità, piuttosto che una precisa scelta tecnica.

Lo sa bene l’uomo di Certaldo, che in vista della gara con il Torino non può certamente sorridere. Infatti, deve risolvere l’incognita legata alla fascia destra.

L’infortunio rimediato da Politano a San Siro non solo l’ha costretto a disertare gli impegni con l’Italia. Ma lo terrà fermo ai box ancora un po’ di giorni. In media, i tempi di recupero da una distorsione di primo grado, con interessamento legamentoso – il peroneo astragalico anteriore – sono quantificati in tre settimane.

Presumibile, dunque, che il numero 21 in maglia azzurra possa rientrare in gruppo il 9 ottobre, nella sfida contro la Cremonese…

Lozano si candida, nonostante il fuso

Non è facile predire con esattezza cosa stia meditando Spalletti. Fino a qualche tempo fa Lozano sembrava l’ideale alter ego per lo slot di esterno destro. Destinato ad accumulare minutaggio con continuità, dall’inizio o in corso d’opera.

lozano napoli

Uscendo dalla panchina diventa il prototipo dell’offensive player abile a stravolgere le partite, approfittando di un fisico compatto ed esplosivo. Caratteristiche che gli consentono di sfruttare in modo imprevedibile la rapidità nel breve con cui esegue le sue giocate. Perfette per andare in verticale oppure  ottenere il massimo sfruttando le transizioni.

Quando è in vena, El Chucky lascia sul posto chiunque tenti di anticiparlo, in virtù di un mortifero controllo orientato, che brucia letteralmente i difensori. 

Purtroppo, il messicano sarà l’ultimo a rientrare dagli impegni con la Nazionale. Addirittura, a causa delle varie coincidenze dei voli extracontinentali, potrebbe fare ritorno soltanto per l’allenamento di rifinitura.  

Una situazione precaria, che mette in discussione le gerarchie, dando al contempo una opportunità anche a Zerbin

A tratti palesemente in affanno nel contenere Theo Hernández. Segno che ne deve mangiare di pane duro per confrontarsi sul palcoscenico della Serie A, nient’affatto benevola con i disagi tattici ed emotivi di chi viene dalla cadetteria.

Seppur acerbo, l’ex Frosinone riscuote la fiducia di Spalletti, che ne apprezza la fisicità e la sfacciataggine con cui si propone in avanti.

Spalletti si tiene Elmas di scorta

In questo scenario, difficile immaginare che Spalletti possa optare per un completo stravolgimento dell’attacco. Con l’inserimento di Elmas a sinistra e lo spostamento sul lato opposto di Kvaratskhelia.

Tradizionalmente, il macedone ha la capacità di occupare quella posizione. Del resto, l’ha già dimostrato ampiamente le volte in cui è stato impiegato in un ruolo magari a lui poco congeniale. Che interpreta sempre in maniera ordinata.

Tuttavia, è più un giocatore di concetto, utile maggiormente nel consolidare il giropalla. Offrendosi per lo scarico laterale, così da garantire il possesso in ampiezza alla manovra offensiva.

Nonché, spendersi in un lavoro oscuro. Percorrendo instancabilmente tutta la fascia, specialmente nelle situazioni nelle quali è chiamato a coprire gli sganciamenti di Mario Rui.

Di ben altro spessore, Kvaratskhelia. Chiaramente, il georgiano, schierato piede opposto, attraverso il dribbling, è in grado di creare costantemente la superiorità numerica. Oltre ad allungare all’avversario la compattezza delle linee, costringendo il dirimpettaio a correre all’indietro per assorbirne strappi e sterzate.

Cambiando fascia di competenza, invece, a farne le spese, la classica giocata funzionale a stringere il campo e calciare in porta: ovvero, ciò che gli ha permesso di conquistare tifosi e addetti ai lavori in questa fase della stagione.

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