Eravamo un po’ in ansia, ma tutto è tornato nella norma: è spuntato il tesoretto. Cosa è il tesoretto? Una di quelle puttanate mitiche che i bravi giornalisti tirano fuori ad inizio di ogni sessione di mercato. Si tratta di quei giocatori inutili, ce ne sono in tutte le squadre, che ci si illude di poter vendere a prezzi stratosferici per finanziare l’acquisto di un fenomeno. Non succede mai, sia ben chiaro. Il tesoretto non porta un centesimo in cassa, in genere se fa di lusso si riesce a piazzare in prestito il calciatore in questione pagando il 50% dell’ingaggio. Per capirci il tesoretto del Napoli è composto da Tonelli, Pavoletti, Giaccherini…
Non che non siano calciatori che nel 70% delle squadre di serie A sarebbero titolari. Ma sono titolari anche di un ingaggio che il 75% delle squadre italiani non possono permettersi. Per di più il 100% delle squadre sanno che quel giocatore non ti serve, per cui nessuno, per quanto interessato, si farà avanti, prima del penultimo giorno di mercato (in modo in ogni caso da risparmiare un paio di mensilità…)
Mettetevi l’anima in pace. Giocatori come questi sono problemi e non risorse per il mercato del Napoli.
Giuntoli ha due soli calciatori che possono avere un minimo (ma proprio un minimo, almeno per quello che riguarda il prezzo) di mercato: Zapata e Grassi. Gli altri dovrà sudare per sbolognare in prestito all’ultimo minuto. Compreso Sepe, che fino a due anni fa era un portiere emergente, che in due anni ha visto azzerarsi il suo valore, e triplicare il suo ingaggio.
Il problema, sia ben chiaro, non riguarda solo il Napoli. Ci sta che una società sia sbagli qualche mossa di mercato. In alcuni casi sono errori che ci possono stare (Giacchierni), in altri errori che non hanno alcuna giustificazione (Pavoletti). Ma come tali vanno considerati. A meno che non ci si voglia prendere in giro.

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