Paolo De Crescenzo è stato un idolo dell’adolescenza, della mia adolescenza. La Canottieri di Fritz Dennerlain mi regalò la prima vera gioia da tifoso. Era anni in cui il calcio a Napoli non vinceva nulla. Vincere uno scudetto con la pallanuoto, con la Canottieri che andò a vincere a Punta S.Anna contro il Pro Recco di Pizzo fu una soddisfazione enorme. Nomi rimasti scolpiti nella mente. Il portiere Lucignano; poi Forte, Parisi, Paolo e Massimo De Crescenzo, Notarangelo e D’Angelo. Più Dennerlain, ovviamente. Venne poi, dalla rivale Rari Nantes anche Sante Marsili a costruire una squadra che non aveva rivali in Italia, e ne aveva pochissimi nel mondo.
Adesso che Paolo ha raggiunto D’Angelo e Dennerlain starà pensando di portare la pallanuoto anche in Paradiso. Col sorriso di sempre, con la semplicità che a vederlo non sembrava mai di avere a che fare con uno dei più grandi giocatori della storia della pallanuoto e, probabilmente, con uno dei più grandi allenatori che questo sport abbia mai avuto.
I più giovani forse non ricordano le sue imprese in acqua, alla Scandone ma anche alla Mostra d’Oltremare. Molti lo ricordano “solo” come allenatore del Posillipo dei miracoli. Quello degli scudetti in serie, e di tutto il resto. Il Posillipo prima di Fiorillo, poi di tutti gli altri, a partire dai fratelli Porzio, alla saga dei Postiglione, eccetera eccetera.
Un dolore atroce, soprattutto perché a tradimento: pochi sapevano della sua malattia, la notizia della scomparsa ha colto i più completamente di sorpresa. Da oggi Paolo non è più nella storia, è entrato nel mito della pallanuoto. Adesso è bello immaginarlo vicino a Dennerlain e D’Angelo che stanno già organizzando qualche partita nuotando su qualche nuvoletta.
Ciao Paolo, in casi del genere si dice: ti sia lieve la terra. Con te è forse più giusto dire: ti sia tiepida l’acqua in cui starai nuotando.

Banner 300 x 250 – Tecsud – Post