Oggi il Napoli si raduna. C’è stato il primo acquisto, Ounas: prima di giudicarlo vediamolo all’opera. Ce ne sono un altro paio pare in dirittura di arrivo. Aspettiamo. Sembra che il solo problema sia legato a Reina. Ma è un problema?
Per gli “Aurelioti”, devoti al presidente sempre, il problema non si pone: il giocatore ha un altro anno di contratto, resta, poi si vede. Per coloro che rimproverano al presidente anche il fatto che respiri, è una chiara mancanza di volontà di mantenere il gruppo e di provare a vincere.
La verità come sempre sta nel mezzo. Un attore può tranquillamente avere un contratto in scadenza il 30 giugno, e recitare tranquillamente fino all’ultimo. Tanto se sbaglia una scena perché è nervoso non c’è problema, si ripete. Un attore può, per lo stesso motivo, anche passare una notte insonne e poi andare a lavorare. Può sbagliare, non c’è problema. Un calciatore che non dorme la notte non può scendere in campo…
Reina è troppo importante per questa squadra, e non solo perché ne è il leader. E’ il portiere ideale, perché sa esserne il primo regista. Ha il diritto di essere tranquillo, e quindi ha il diritto di avere la certezza di un altro anno di contratto. Semmai con una clausola risolutiva irrisoria, in modo da dargli il prossimo anno, se ha offerte, di andare via praticamente a costo zero. Nulla vieta per altro il prossimo anno di ripetere la cosa: nuovo prolungamento. Non può chiedere un triennale, sia ben chiaro. Perché alla sua età non si fa un triennale a nessuno.
A complicare le cose i rapporti non certo brillanti tra il portiere ed il presidente. E qui la colpa è di una sola persona, non c’è dubbio. Ma tra professionisti non c’è alcun bisogno di essere amici.
Per di più Pepe sa bene che non può venire meno al patto fatto col resto dei compagni di squadra: un altro anno tutti insieme per provare a vincere lo scudetto. I nazionali si sono tagliati le ferie. Lui il Leader non può lasciare adesso.

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