In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La diciassettesima intervista è dedicata al Club Napoli “Santa Maria Capua Vetere Azzurra” del presidente Rosario Avenia. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Mi chiamo Rosario Avenia, avvocato penalista, ideatore e promotore di questa rubrica e presidente del giovanissimo Club Napoli “SMCV Azzurra” nato nel gennaio del 2019. “Con il talento si vincono le partite ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati”. Questa citazione rappresenta in sintesi la ratio del direttivo e di tutti i soci; il nostro club riunisce un gruppo di amici, la passione in comune per la maglia azzurra, la storica tradizione sammaritana di affezione ai colori della maglia del Golfo, da sempre impressa nella mente di chi quella casacca ha amato come una seconda pelle. Il club si pone in questa ottica con l’obiettivo di coniugare l’amore per uno sport che accomuna tutti sotto la bandiera della squadra del cuore ed il desiderio di vivere queste emozioni con animo sereno, lontano dagli isterismi che caratterizzano spesso il mondo del calcio. Amore per il calcio inteso come passione popolare.

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

Senza dubbio l’episodio più eccitante, vissuto al club con tutti i soci, è rappresentato dalla vittoria della Coppa Italia, il 17.06.20, dopo aver superato i “non colorati” ai calci di rigore con il risultato di 4-2. Ulteriori emozioni forti sono state provate per la festa inaugurale del club (dove la sede fu presa d’assalto da più di mille persone); la cena sociale di Natale e quella del primo compleanno con numerosi ospiti d’onore. Infine tanta commozione hanno suscitato anche i numerosi eventi benefici in occasione dei quali il direttivo ha ben pensato di donare un sorriso a ragazzi meno fortunati del nostro territorio. Ebbene in tutti questi eventi l’appoggio dei soci è stato veramente ammirevole. L’episodio più toccante è stato partecipare alla veglia dei tifosi per la scomparsa di D10S all’esterno dello Stadio Maradona. 

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Ritengo che l’aneddoto più simpatico, che ha visto coinvolto un socio, è accaduto in occasione del primo servizio navetta che il Club ha organizzato per il vecchio “San Paolo” in occasione della partita Napoli – Udinese. Ebbene questo anziano socio, tra l’altro affetto da diverse patologie, mentre facevamo la conta delle persone prenotate, senza aver acquistato il biglietto della partita e senza alcun tipo di comunicazione, saliva di soppianto sul bus e pretendeva di essere accompagnato allo stadio affermando che anche senza il ticket della partita lo avrebbero fatto entrare per la di lui (presunta) infermità. A turno ogni membro del direttivo, con l’aiuto di diversi soci, tentava di spiegare al sig. Antonio (questo il nome del socio) che purtroppo vi era tutta una procedura da attivare per far accedere i disabili allo stadio; tuttavia ogni sforzo risultava vano. I minuti passavano, il sig. Antonio non voleva saperne di scendere, i soci premevano per partire. Preso dallo sconforto e non sapendo cosa fare, chiamai prima il figlio per avvisarlo di cosa stava accadendo e subito dopo feci finta di telefonare le forze dell’ordine. A questo punto l’anziano socio, come per incanto, decise di scendere dall’autobus e, nella ilarità di tutti i presenti, si allontanò dallo stesso maledicendomi e gridando che non mi avrebbe votato alla rielezione del direttivo.      

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Purtroppo questa maledetta pandemia ha creato disagi anche al club il quale, dai 410 soci registrati al primo anno di attività, ha subito un sostanziale decremento arrivando a 240 iscritti. Ciò nonostante, grazie all’aiuto dei tanti sponsor, il direttivo ha continuato ad organizzare eventi, spesso da remoto, per mantenere il gruppo unito e compatto. Ebbene, in tutte queste iniziative, i soci hanno mostrato un forte senso di appartenenza.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

«Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, che non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita». Diego hai ispirato tutti, hai portato la “napoletanità” nel mondo, hai dato voce a questa terra attraverso lo sport, ci hai fatti piangere di gioia, hai dimostrato che dalla povertà si può emergere e che si può vincere contro i potenti. Ti amerò e ti difenderò in eterno perchè per me non sei stato solo Maradona il numero 10 del Napoli, sei stato un amico, un familiare, un fratello, un idolo, una parte indelebile della mia vita.

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato?

Ho voluto bene a tutti i calciatori che hanno indossato la casacca azzurra anche per un solo giorno, tuttavia ad alcuni di loro sono legato particolarmente: Beppe Savoldi (che non ho visto giocare) per il forte affetto e la parentela che lo lega alla mia famiglia (Beppe chiama mia figlia “la sua nipotina”); Gianluca Grava per il coraggio, la tenacia e l’umiltà; il Pocho Lavezzi, primo vero calciatore che (dopo LUI) è riuscito ad infiammare i cuori dei tifosi azzurri con il suo estro; il matador Cavani perchè era un “mostro”; il capitano Marekiaro Hamsik per l’eleganza, la compostezza, l’attaccamento alla nostra terra; Lorenzinho Insigne, uno scugnizzo figlio di Napoli, per la classe e la sua immensa generosità; Ciro Mertens goleador “all time” della storia del Napoli.     

– Cosa consigli di visitare ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Santa Maria Capua Vetere sorge sul luogo che vide la nascita della Capua etrusca e la sua apoteosi in epoca romana, fino a diventare una delle più importanti città dell’Impero. E’ conosciuta come la città del Foro e dei gladiatori. La nostra cittadina non è solo una roccaforte del tifo azzurro ma si pone anche con un ruolo di centralità turistica verso chi volesse conoscerla per i molteplici aspetti culturali, storici e gastronomici che offre ai visitatori. A Santa Maria Capua Vetere nessuno è straniero.

Qui insiste l’Anfiteatro Campano, dove c’era la più grande scuola di gladiatori dell’epoca romana (con annesso museo) e da dove partì la rivolta di Spartaco contro Roma, secondo per dimensioni soltanto al Colosseo per il quale ebbe verosimilmente la funzione di modello architettonico da seguire; il Mitreo, uno dei più importanti al Mondo, rinvenuto per caso in uno scavo nel 1922 dove si può ammirare l’affresco che raffigura la Tauroctonia (o Taurocedio) sulla parete centrale. Su uno sfondo roccioso il dio Mitra affonda nel collo del toro un pugnale. Poi c’è la Basilica di Santa Maria Maggiore con ben cinque navate; il Museo Archeologico dell’Antica Capua; L’Arco Adriano; il Teatro Garibaldi; la Domus di Confuleius detta “Bottega del Tintore” e tante altre attrazioni culturali.

Inoltre Santa Maria Capua Vetere è sede del Tribunale fin dal 1808. Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, con la legge n. 140 del 20 maggio 1808 che regolava l’organizzazione giudiziaria, infatti, vi ci stabilì la sede del Tribunale di prima istanza e del Tribunale criminale. Per la sede dei Tribunali venne scelto il seicentesco palazzo arcivescovile, costruito dal cardinale Melzi, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza, nel quale gli Uffici giudiziari opereranno per oltre 150 anni e ha comportato una crescita culturale dovuta al trasferirsi in città di una folta e qualificata schiera di magistrati e di avvocati.

Vestigia del passato e modernità uniti da una linea comune. Il calcio è, in questo modo, un momento di unione, di coesione, di incontro nel pieno rispetto degli ideali che abbracciano tutti i Club Napoli sparsi per il mondo.

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