In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La ventinovesima intervista è dedicata al Club Napoli Isola di Capri “Capri Azzurra” del presidente Costanzo Ruocco. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Sono Costanzo Ruocco, uno dei soci fondatori del Club, nel 1985, segretario fino al 2011 e dal 2012 Presidente. Capri ha sempre rappresentato un forte baluardo azzurro. Tantissimi tifosi isolani si recavano allo stadio per seguire le gesta degli azzurri sin dai tempi del Napoli di Luis Vinicio, negli anni ’50, affrontando lunghe traversate, spesso con forti mareggiate. Sotto questo punto di vista è cambiato poco, perché ancora oggi, il mare soprattutto nei mesi invernali costringe a tortuosi viaggi e anche pernottamenti  a Napoli, quando è particolarmente agitato, così come l’insularità impone al Club di noleggiare natanti privati per far fronte al rientro dopo le gare in notturna, stante l’assenza di collegamenti al termini delle partite.

Forte impulso alla nascita del Club fu l’approdo in prima squadra di Costanzo Celestini, il “mediano” nato all’ombra dei Faraglioni, oltre cento presenze, uno scudetto ed un Coppa Italia in maglia azzurra.
Non avevamo una sede e l’allora gestore del circolo Combattenti e Reduci, Sebastiano Russo, un tifoso del Napoli a tutto tondo, mise a disposizione i locali di quell’associazione per ospitare anche il Club Napoli. E quel 23 settembre, per l’inaugurazione, Costanzo Celestini sbarcò sull’isola con il direttore generale Italo Allodi ed i compagni di squadra, Ciro Ferrara, Moreno Ferrario, Enrico Zazzaro e Ciccio Baiano. Da allora è stato un susseguirsi di iniziative, attività, eventi, incontri con i calciatori, partite in casa ed in trasferta difficilmente narrabili in poche righe.
Negli anni tra il 1985 ed il 1990, si raggiunse la quota di circa 250 abbonati e per il match con il Real Madrid, occorsero ben due aliscafi per riportare a casa circa 650 tifosi.

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

In 35 anni di storia, i momenti emozionanti sono stati innumerevoli. Abbiamo vissuto l’epopea d’oro del Napoli  impreziosita dalla presenza del più forte calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, di conseguenza, i momenti collegati alle vittorie di scudetti e coppe, resteranno impressi a vita nella nostra memoria.
L’emozione più forte, però, credo sia stata quando il presidente Ferlaino – col quale avevamo un rapporto particolare di amicizia – autorizzò a portare a Capri la Coppa UEFA originale per festeggiarne il trionfo. Coppa che ho avuto l’onore e l’onere di esserne custode per alcuni giorni. Quella notte resterà davvero nella storia. Avevamo ospiti Maradona, Corradini, Giuliani, Carlo Iuliano, capo ufficio stampa  e la Coppa, cosa pretendere di più!

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Tra i più simpatici, il primo che mi viene in mente è quando Francesco Staiano, vulcanico presidente negli anni ’80, a Stoccarda venne scambiato per il papà di Maradona, finendo sulla copertina di un quotidiano tedesco!
L’altro è quando in occasione del quarto di finale di coppa Uefa Napoli-Juventus, all’esterno del San Paolo mi accorsi di aver dimenticato il biglietto a casa, e dopo mille peripezie  mi fu recapitato solo pochi minuti prima dell’inizio della partita.

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

La pandemia ha letteralmente stroncato quasi tutte le attività. In primis, sta pesando tantissimo l’impossibilità di recarsi allo stadio (la nostra presenza media per le gare in casa è di 30/40 tifosi, con punte di 100/120 per i match di cartello), ma ci mancano tantissimo anche gli eventi conviviali legati al Natale, alla chiusura della stagione ed a quelli di carattere benefico e sociale tradizionalmente allestiti a supporto delle associazioni di volontariato locale. Per la stagione 2020/21 sono state annullate le quote associative, con la riconferma in blocco di tutti gli iscritti.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Mi sento un privilegiato. Perché questi istanti ho avuto l’onore di viverli davvero. La prima volta, era il 4 luglio 1984, giorno prima della presentazione al San Paolo, Maradona giunse in serata a Capri, ed io, inibito dall’emozione, tra i primi ad avvicinarmi alla barca che accostò al molo, non riuscii ad andare oltre ad una stretta di mano e ad un “benvenuto Diego”. Successivamente – il Napoli da pochi giorni aveva conquistato la Coppa UEFA – era appena uscito dalla doccia dello spogliatoio di Soccavo ed insieme a Francesco Staiano, allora presidente, lo incontrammo per invitarlo alla festa che poi si tenne a giugno sull’isola, dove riuscii a conoscerlo meglio.
La sua scomparsa ci ha lasciati sgomenti e con un enorme vuoto. Il mio desiderio, se l’avessi davanti oggi, sarebbe quello di condividere con lui un mate e fare una bella chiacchierata, anche di 5 minuti, come due vecchi amici!

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

Senza ombra di dubbio il “capitano”, Totonno Juliano, il mio primo mito da bambino. A seguire, Sergio Clerici, Ruud Krol e Antonio Careca.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

L’isola di Capri è una meta turistica internazionale, innumerevoli sarebbero i luoghi da visitare. Oltre a quelli ben noti e gettonati, suggerirei l’eremo di Cetrella e la vicina valletta, posti ad Anacapri  nei pressi  di Monte Solaro, raggiungibili anche con una panoramica seggiovia e, a Capri, la Villa Lysis, dimora voluta dal conte francese Jacques Fersen ed edificata nel 1905, oggi museo con splendido parco che affaccia sulla marina di Capri.

Il nostro Club si incontra e si riunisce presso il ristorante Verginiello, autentico covo azzurro nel cuore di Capri; pertanto, dal punto di vista gastronomico, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Sicuramente Luigi, patron, con nipotino battezzato col nome Ciro Dries, suggerirebbe un sugoso totani e patate – la pesca notturna ai totani e ai calamari era in estate l’attività preferita dello scrittore Curzio Malaparte –  uno dei piatti della tradizione locale; i ravioli, con caciotta, parmigiano e maggiorana e la pezzogna all’acqua pazza, pesce da sempre pescato a varie miglia dalla costa in una secca sommersa. Vi consiglio di visitare anche il nostro sito: www.napoliclubcapri.com

Rosario Avenia

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