In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La quarantaquattresima intervista è dedicata al Club Napoli Trento Partenopea del presidente Pasquale Mirante. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Sono Mirante Pasquale, classe ‘69, seguo il Napoli da quando ero bambino e la mia prima esperienza al San Paolo fu la prima partita ufficiale di Diego Armando Maradona ed era Napoli-Arezzo di Coppa Italia. Per esigenze lavorative mi sono trasferito al Nord, precisamente a Trento e nella valigia che preparai, naturalmente ci riposi anche la fede

per la nostra grande squadra (parliamo del 1995). Circa dieci anni fa, un gruppo di ragazzi capitanati da Nicola Loreto, decisero di unire la fede partenopea per realizzare il Club Napoli Trento, gettando così le basi per l’attuale e glorioso club. Attualmente abbiamo 150 soci che, con il cuore e la volontà che contraddistingue noi meridionali, sostengono il progetto economicamente, soprattutto in questo momento di chiusura e di

difficoltà per i club di tutto il mondo. Siamo orgogliosi, in questi ultimi anni, di ospitare il ritiro estivo ufficiale del Napoli. Abbiamo sostenuto la squadra in tutti gli stadi del nord, dove la nostra presenza è costante, ma anche in quelli del sud; lo dimostra il fatto che io, Mirante Pasquale, ed altri cinque membri, abbiamo fatto nella stagione 19/20 l’abbonamento allo stadio Diego Armando Maradona. A causa di questa pandemia, ci manca tantissimo poter condividere emozioni e le attività che il club attuava. Nella speranza che tutto si ripristini al più presto, cerchiamo di sostenerci virtualmente come fanno tutti.

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

L’episodio più emozionante, neanche a dirlo, il nostro club lo ha vissuto allo Stadium di Torino quando Koulibaly, all’ultimo secondo, fece gol. Molti sono stati gli episodi che hanno lasciato il segno, ma questo lo ricordiamo con un sorriso perchè, dopo qualche giorno, nella cassetta della posta della sede, ci siamo visti recapitare una multa presa in Corso Vittorio Emanuele per il suono ripetuto del clacson del furgone del Club. Mai come prima siamo stati così felici di pagare un verbale effettuato sicuramente da un vigile Juventino che noi immaginiamo con la sua bella divisa ed il fischietto in bocca rosicare per quel grandissimo gol del senegalese. Ancora oggi, quando il club prepara la trasferta di Torino, non diciamo più “In bocca al lupo” ma ci diciamo “Speriamo di pagare un altro verbale”.

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

L’aneddoto più simpatico capitato, noi lo viviamo ogni qual volta che la nostra squadra scende in campo, perché abbiamo tre o quattro tesserati che, ad ogni errore di un nostro beniamino, gliene dicono di tutti i colori, per poi osannarlo non appena fa un’azione o una rete. Noi li abbiamo soprannominati i “Quattro centrocampisti del Club” perchè hanno il proprio posto a sedere nel centro della sala. Ascoltarli per noi ormai, è diventato uno spasso e soprattutto ne sentiamo la mancanza quando l’assetto non è completo.

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Come già detto in precedenza, ci riteniamo fortunati perché abbiamo riscontrato una grande dedizione dei nostri soci affinché il club resti vivo anche in questo momento tragico. Una grande mano la sta dando anche il proprietario della sede che ha capito la situazione che stiamo vivendo e ci è venuto incontro facendoci uno sconto sull’affitto, dandoci così una grande mano a livello economico. Il direttivo del Club ha attuato tutto ciò che gli organi di competenza Covid avevano imposto obbligatoriamente, quindi la sede è pronta per la riapertura con i dovuti distanziamenti dei posti.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Se avessi D10S davanti a me per qualche istante, a parte abbracciarlo, gli direi “Grazie”. Lo ringrazierei per tutte le emozioni che mi ha fatto vivere quando da ragazzino ero allo stadio. Come dimenticare quella magistrale punizione contro la Juventus al San Paolo oppure la gioia ed i festeggiamenti dei due scudetti e della coppa Uefa vinta. Segni indelebili, la festa nelle strade, i caroselli di auto, quella bandiera stretta fra le mie mani, cantando a squarciagola “Maradona e’ megl ‘e Pelè”.

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

Il calciatore a cui mi sento più legato oramai non è più con noi: il nostro capitano “Marechiaro” Hamsik. Un calciatore formidabile ma soprattutto un ragazzo eccezionale. Molti sono stati i campioni che mi hanno rappresentato come Lavezzi, Cavani, Insigne… Ma ho scelto lo slovacco perchè è stato sempre la parte bella e sana di questo calcio malato.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Per chi sceglie di trascorrere qualche giorno a Trento, consigliamo vivamente di visitare in primis il nostro Club. Dopodichè la città offre tantissimo a livello turistico, come il Museo della Scienza, il Castello del Buonconsiglio, il centro storico che ospita il maestoso Duomo e molto altro. La cucina locale si può gustare in tantissimi ristoranti che sono dislocati in tutta la città. Si possono mangiare pietanze tradizionali, come i tortelli di patate con affettati e formaggi della zona o i classici canederli oppure, se si vuole puntare sui gusti del sud, c’è a pochi chilometri di distanza dal centro “Il korallo”, il cui proprietario è un napoletano DOC.

Rosario Avenia

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