La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La quindicesima intervista è dedicata al Club Napoli Sessa Aurunca del presidente Massimo Pergamo. 

Il Club

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Salve a tutti, sono Massimo Pergamo presidente di questa pazza famiglia che è il Club Napoli Sessa Aurunca, nato quasi per gioco, nel 2017, tra amici, uniti dalla passione per il Napoli, intorno ad un tavolo davanti ad un boccale di birra ed oggi una solida e vera realtà del territorio Aurunco.

Siamo gente semplice, persone che abbracciano ogni tipo di categoria della nostra comunità, ed è questo il grande punto di forza della nostra unione sia civile che lavorativa.

Siamo molto uniti, ognuno può contare sull’altro e questo è quasi un obbligo per ogni singolo socio, la nostra formula vincente. Passione ed Identità, questo è il motto.

Siamo circa 150 soci che, per il nostro territorio, rappresenta un numero importante; ad oggi siamo l’associazione più numerosa della città.

Il Club rispecchia la gente che lo frequenta, inoltre siamo molto tecnologici avendo creato anche una App che consente ad ogni socio di interagire ed informarsi in tempo reale sulle situazioni economiche del club, sulle rette da versare, sugli eventi e sulle aperture e chiusure del club.

Questo ha reso più lieve ed agevole la gestione dell’associazione da parte del direttivo composto da 9 elementi molto collaborativi ed ognuno con la propria mansione.

Grazie a loro il club ha potuto in questi anni crescere e rimanere attivo anche nel periodo covid.

Oltre al sottoscritto il club è formato dal sig. Vincenzo Pezzulo vice, dal sig. Mario D’Ari Segretario, dal sig. Tommasino Flavio Tesoriere, e dai sigg.ri Di Stasio Michele detto anche il baffo d’oro, Marona Giuseppe, Alberto Amati, Giuseppe Grella in qualità di Consiglieri, ed altri valide persone che aiutano tanto il direttivo, come Giancarlo Filippelli, Carmine Paolucci, Gallo Salvatore, Antonio Olibano e tanti altri che si avvicendano a darci sostegno ed aiuto.

Vita da club

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

L’episodio più emozionante vissuto al club, è stato secondo me il gol allo scadere di K2, in Juventus – Napoli, li abbiamo rischiato di cadere al piano sottostante del club, pieno come un uovo e con la tensione a 1000, forse questo episodio è stato moto più emozionante della vittoria della Coppa Italia, in zona rossa, dove non per causa nostra ma per l’emozione, la piazza sottostante al club si è riempita di bandiere azzurre.

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Come stiamo reagendo al momento in questa pandemia??? Diciamo che purtroppo non è semplice amministrare una cassa che porta al momento solo uscite, senza la possibilità di incontrare i soci per riscuotere le rette, per un caffè al club, una busta di patatine durante la partite, mha ?! sarà un miracolo se ci salviamo, ed io credo nei miracoli.

Sappiamo di contare su persone che vogliono che questa realtà nel nostro territorio continui, e di certo ci daranno una mano, come fatto da noi con tante iniziative per i bisognosi nel periodo di maggiore riscontro pandemico.

Ma di questo non voglio parlare, perché la pubblicità su queste cose non è corretta, è solo palcoscenico.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Maradona è stato per me un rivoluzionario, un combattente a difesa di una identità, che ha lottato contro il potere assoluto non con le armi, ma tirando un calcio al pallone, ed ha vinto, per questo non saprei cosa dirgli se lo dovessi incontrare davanti, mi inchinerei come si fa con un regnante e gli direi GRAZIE.

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

Il calciatore del Napoli a cui mi sento più legato, è senza ombra di dubbio MAREK Hamsik, intelligente, e con la visone di gioco ampia, un geometra come me, e tra tecnici ci si intende.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Sessa Aurunca

la mia città, un paese medioevale, agiato su una collina, poco distante dal mare e dai monti è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli dell’VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, un antico popolo italico.

Sessa fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l’originario nucleo di Suessa, città preromana che aderiva a una federazione di città aurunche, nota come Pentapoli Aurunca.

Fu un centro importante degli Aurunci, ma nel IV secolo a.C. fu conquistato dai Romani che sconfissero nel 313 a.C. la Pentapoli Aurunca: vi si insediò allora una colonia di diritto latino, Suessa.

Batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra punica (219-202 a.C.), durante la quale si rifiutò di fornire armi, soldati e denari a Roma.

Divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a “municipium” nel 90 a.C.; durante la guerra civile si schierò al fianco di Silla prima e più tardi di Pompeo.

È di questo periodo la cinta muraria, di cui restano le tracce: lunga due opere e mezzo con cinque-sei porte, fu realizzata in opus quadratum. Al tempo di Augusto Sessa ospitò una colonia di veterani classarii ed estese i suoi confini.

La posizione vantaggiosa tra la Via Appia e la Via Latina ne fa un centro di produzione agricola, i cui prodotti possono essere trasportati verso Roma o verso Capua. 

Cicerone menziona Suessa come di un’importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani qui, per cui la città assume in alcuni testi il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.

Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva contenere più di 3.500 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità. La cucina tipica, olio, olive sessane, vino falerno e formaggio. Vi aspetto. 

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