In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La quarantaseiesima intervista è rilasciata da Nicola Piacente consigliere del Club Napoli Scalea. 

Parlaci di te e del Club che rappresenti

Mi chiamo Nicola Piacente, consigliere del Club Napoli Scalea. Nella vita sono un militare della Guardia Costiera e per lavoro mi sono spostato da Ercolano, città in cui ho vissuto fino all’età di 22 anni, a Scalea in provincia di Cosenza. Il Club Napoli Scalea nasce nel 2009 per iniziativa di una parte dei tifosi partenopei che vivono a Scalea, e nel corso degli anni siamo diventati un punto di riferimento per tutti i tifosi napoletani che affollano la  città soprattutto nella bella stagione. Il Club conta circa 30 iscritti/sostenitori, ma effettivamente a frequentarlo con una certa costanza siamo un gruppo di 10 amici che si dedicano affinché al Club non manchi nulla per trascorrere le ore che precedono la partita e l’evento sportivo stesso nel miglior modo possibile.

A popolare la sede del club ci sono molti “napoletani” che per vari motivi abitano stabilmente a Scalea, ma anche molte persone di origini scaleote che hanno avuto il piacere di vivere a Napoli ed innamorarsene, associando alla passione per la città quello per la squadra. Fa parte dello zoccolo duro anche una tifosa e un gruppetto di ragazzini a cui stiamo trasmettendo la passione per i colori azzurri. Purtroppo il COVID-19 ha spezzato un po’ gli entusiasmi dei più giovani, ma con il tempo ritorneremo ad impossessarci dei nostri  spazi e della nostra vita da tifosi perennemente in trasferta.

Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?

Durante i primi anni di vita del Club, il Napoli viveva la ricostruzione dopo il fallimento del 2004. Una delle prime emozione giunge nel 2011 con il successo in coppa Italia, ma la stagione che più ricordo con emozione è la 2013/14. Quell’anno il Napoli  giocava la Champions e le emozioni che hanno accompagnato quelle serate erano davvero uniche. L’urlo del San Paolo, il ruggito “The Champions”, faceva il giro d’Europa e delle TV di mezzo mondo, mettendo in risalto la passione del popolo partenopeo. Quell’anno vincemmo la Super Coppa Italiana nella magica serata di Doha. Fu una serata indimenticabile, la serata del riscatto dopo la finale (scandalosa per arbitraggio) persa a Pechino. Ricordo con gioia che quella sera la scaramanzia all’interno del Club regnava sovrana, e nonostante la partita  fosse trasmessa in chiaro sui canali RAI, al club non c’era una sedia libera. Il finale della storia lo conosciamo tutti!

Vita da Club

Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Come vi ho raccontato prima, la maggior parte dei “frequentatori” del Club sono di origini napoletane. Nessuno di noi racconta i propri riti scaramantici, quei riti propiziatori che compiamo prima e durante la partita affinché la buona sorte aiuti i nostri calciatori verso la vittoria. Nel corso degli anni, naturalmente, la frequentazione e la convivenza all’interno del Club ha rivelato ad ognuno di noi cosa facesse l’altro. Nel pre-partita trascorrevamo la maggior parte del tempo a creare vari impedimenti, a creare  piccoli ostacoli come occupare il posto preferito, far sparire il pacco di sale posizionato sotto il maxi-schermo…la “tensione” sul volto dell’amico che di volta in volta veniva “scelto” era palese. Rimanevamo in trepidante attesa che quell’amico si venisse a “lamentare” della situazione che si era creata. Naturalmente tutto ritornava nella norma prima del fischio iniziale, anche perché come vi dicevo prima, ognuno di noi era dedito a quella filosofia di vita che recita più o meno così: “Non è vero…ma ci credo!”.

Vita da Club

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

L’emergenza legata al coronavirus ha di fatto annullato la vita del club nell’ultimo anno. La sede non è molto grande, lo spazio è sufficiente per le esigenze di un bel gruppo di amici/tifosi che amano vedere le partite insieme ma per rispettare le varie disposizioni, come il distanziamento, non ci è possibile andare a seguire le partite nella sede. Siamo stati aperti fino a marzo 2020, ma ora, a prescindere dal “colore della Calabria”, dovevamo fare una scelta: aprire e vedere le partite in pochi, con esclusione di una buona parte di noi a rotazione, o rimanere chiusi? All’unanimità si è deciso di rimanere chiusi, perché vedere la partita ed escludere qualcuno di noi sarebbe stato inaccettabile. A questo aggiungi che i costi di abbonamento a SKY e le varie spese da sostenere sono eccessivi e non alla portata di un club come il nostro che avrebbe lavorato a mezzo servizio. Da questa situazione però si abbiamo acquisito delle certezze. A tutti noi soci mancano quelle giornate vissute all’interno del club, e sono più che sicuro che alla fine dell’emergenza riprenderemo a vedere le partite con ancora più entusiasmo, in attesa di nuovi successi sportivi.

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Per farmi riconoscere nella mia qualità di tifoso del Napoli gli direi subito “Forza Napoli…Diego!!!”. Pur essendo del ’78,  le emozioni vissute allo stadio con mio padre e mio fratello a vedere il Napoli di Diego sono state davvero uniche. Mio padre all’epoca di Diego era uno degli abbonati della Curva A, uno di quelli che seguiva il Napoli in casa ed anche in trasferta, turni di lavoro permettendo. Lo ringrazierei all’infinito per aver accompagnato il Napoli alla vittoria di 2 scudetti, alla vittoria della Coppa Uefa e alle coppe nazionali, ma soprattutto per aver scelto Napoli come seconda casa e i napoletani come seconda famiglia. Alla fine, da italiano, gli chiederei scusa per come l’Italia lo ha trattato, per come la sua immagine sia stata strumentalizzata ed associata a quanto di più negativo ci potesse essere. Anche se da morto sta avendo ragione di tutte le battaglie condotte da vivo, nulla ci restituirà il tempo in cui non abbiamo potuto godere della sua persone….TVB!!!!

Vita da Club

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato? 

La componente sud americana a Napoli ha sempre avuto un certo fascino. L’imprevedibilità delle giocate dei brasiliani, la “scugnizzeria” degli argentini, l’eleganza di Cavani e la concretezza di Gargano…Poi ci sono i calciatori napoletani che giocano a Napoli, come i Cannavaro ed Insigne per citarne alcuni, a cui si chiede sempre qualcosa in più. Ma quello a cui sono particolarmente legato è il nostro Numero 17 Marek Hamsik. La semplicità dell’uomo unita all’eleganza del giocatore, all’intelligenza tattica, a quel sentimento e senso di appartenenza che ha sviluppato negli anni trascorsi a Napoli, lo rendono a mio avviso davvero speciale. Spero di vedere tanti altri Marek a Napoli, altri calciatori che nonostante i vari giochi dei procuratori (che stanno distruggendo il mondo del calcio!!!) restano fedeli ai colori di una squadra.

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Scalea è una città dell’alto Tirreno Cosentino, ricadente nel territorio più ampio denominato “riviera dei cedri”. La morfologia del territorio si presenta caratterizzata dal mare, che rivive con i mille colori tipici dell’estate, grazie alla presenza delle  molteplici strutture balneari e strutture ricettive, e della possibilità di godere dei benefici  offerti dalla montagna, con possibilità di escursioni e ottime mangiate all’area aperta. Caratteristico è il centro storico, percorribile solo a piedi mediante scale che collegano la marina al castello, e la presenza di Torre Talao, edificata sul mare a difesa della città antica nel 1563. A Scalea è possibile gustare del buon pesce, ma i prodotti gastronomici tipici di maggior consumo sono derivati dalla lavorazione delle carni di maiale, e dalla produzione di prodotti caseari come i formaggi stagionati. Se passate da Scalea, non potete non assaggiare i fusilli caserecci e la pasta con alici e mollica di pane tostato. Naturalmente, se capitate in zona in occasione di una partita della nostra squadra, non potete non fare un salto al nostro Club, sperando di poter riaprire sin dall’inizio del prossimo campionato.

Un saluto da parte di tutti i soci del club Napoli Scalea e come diciamo sempre Forza Napoli Sempre Comunque e Ovunque.

Rosario Avenia

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