Ma siamo sicuri che questa sosta sia stata un toccasana per gli azzurri?

Napoli, la sosta è davvero capitata al momento opportuno?

Qualcuno ha autorevolmente scritto che la sosta per il Napoli è arrivata al momento opportuno. Ha permesso a qualcuno, Ancelotti in primis, di staccare per un attimo la spina, per provare a capire cosa sta succedendo. Ma è davvero così? La sosta è stata salvifica per gli azzurri?

Per capirlo dobbiamo aspettare solo pochi giorni. Poi il 19 gli azzurri saranno in campo contro il Brescia, in un San Paolo che immaginiamo freddo e semi-deserto. Vedremo se il tecnico avrà trovato la quadra, e se la squadra avrà ritrovato brillantezza. Ma mai come in questo momento la sosta potrebbe essere stata un danno. Molto meglio scendere subito in campo, trasformare la rabbia che si è accumulata in queste ore  in energia positiva. Invece questa sosta ha dilatato le critiche, allungato il momento difficile.

Inutile fare giri di parole: a Napoli c’è tanta delusione. Improvvidamente si era parlato di scudetto. Ora tutti stanno provando a fare un passo indietro. Sembra quasi che tutti sapessero che questa squadra non avrebbe fatto bene. Non è così. Ci sono gli archivi dei giornali che dimostrano cosa hanno scritto nelle scorse settimane coloro che adesso frenano di brutto. E ci sono le “cassette” delle trasmissioni televisive per dimostrare come la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori dicesse certe cose.

Ancelotti ha esperienza per uscirne bene, ma i giocatori?

La sosta da questo punto di vista è arrivata nel momento peggiore. Adesso che tutti hanno capito il reale valore di questa squadra (attenzione: non di questi giocatori) è una corsa a cercare il colpevole. Ancelotti è il naturale imputato. In primis perché l’allenatore è sempre il primo a pagare. Poi perché è stato il primo a parlare di scudetto, di mercato da dieci. Se la squadra delude e non ha uno straccio di idea di gioco la colpa è sua.

Carletto ha esperienza tale che può uscirne tranquillamente. Ma il fatto si essere lui il principale imputato non impedisce, diciamo così, chiamate di correità. E quando sotto accusa finiscono i calciatori non sai come possono reagire. Insigne alle critiche non risponde mai benissimo. Per sua fortuna adesso è in nazionale, può far finta di pensare ad altro. Magari fa una grande prestazione contro la Grecia, ed alla fine la gente dirà che nel Napoli gioca male non per colpa sua. Ma nel tritacarne finiscono anche Zielinski, Milik, Lozano, magari Koulibaly. Anche loro in nazionale, ma con meno visibilità per i tifosi.

No, per il Napoli sarebbe stato meglio, molto meglio scendere subito in campo, vincere e provare a far dimenticare le critiche. Adesso no, adesso per dieci giorni si parlerà solo dei difetti di questo gruppo. Il tutto, lo ribadiamo, per colpa di chi, stampa e allenatore, avevano parlato di scudetto. Altrimenti il pari in casa del Torino non sarebbe stato giudicato un mezzo disastro, e le critiche sarebbero state meno feroci.

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