Il turnover paga, ma non parliamo di 25 titolari…

Napoli, missione compiuta con le seconde linee

Non esiste nessuna squadra al mondo in cui ci siano giocatori in rosa di pari valore, men che meno il Napoli. In ogni ruolo c’è uno che è più forte dell’altro, magari ci sono calciatori con caratteristiche diverse. La qual cosa comporta scelte in funzione del momento o dell’avversario. Ma oltre non si va. Il turnover serve a preservare al meglio i titolari per le gare più importanti, in questo è indispensabile. Ma non c’è nessun allenatore al mondo che potendo mandare senza rischi in campo sempre i più forti non lo farebbe. Ieri sera ne abbiamo avuto la dimostrazione. Ancelotti come sempre aveva dato ampio spazio a tutti. Ne ha cambiati 7 rispetto alla partita con la Roma, torneranno contro il PSG. Poi nel momento del bisogno ha mandato dentro i titolari.

Si stava mettendo maluccio la partita con l’Empoli. Poi sono entrati Allan e Callejon, e le cose sono andate a posto. Ieri sera Ancelotti ha mandato in campo la 14 formazione diversa in 14 partite. Ma non si può tacere che in mente sua esiste una formazione titolare, terribilmente simile a quella di Sarri, con le eccezioni di Reina e Jorginho.

Tutto sbagliato il turnover quindi? Assolutamente no, sia ben chiaro. Sarri facendo giocare sempre gli stessi ha usurato il gruppo, Ancelotti si prende qualche rischio in più, ma alla fine si trova una squadra più riposata. Martedì sera contro il PSG ci sarà in campo un undici al meglio della condizione. Il turnover per altro non è costato nulla in campionato. Il gioco è valso la candela.

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