In partenza per Dimaro non c’è il Napoli di Ancelotti

Non è ancora il Napoli di Ancelotti

Quest’anno si è deciso di chiudere il calciomercato prima dell’inizio del campionato: la verità è che dovrebbe chiudersi prima dell’inizio dei ritiri. Esattamente come accadeva qualche decennio fa quando il mitico Hilton chiudeva a metà luglio. Si eviterebbero situazioni paradossali, come quelle che si vivono non solo a Napoli, ma ovunque, basti pensare al Chelsea.

Davvero uno si chiede che senso ha fare un ritiro quando si è costretti a portare giocatori che saranno venduti. E si è in attesa di quelli che verranno. Senza trascurare il mondiale che sostanzialmente tiene fuori dai giochi i migliori giocatori.

Il Napoli che si è radunato oggi è praticamente quello di Sarri, non certamente quello di Ancelotti. Rispetto alla scorsa stagione c’è un nuovo portiere, per il resto sono gli stessi. C’è Inglese che era stato già acquistato, e che non si sa se resterà a Napoli. Manca Jorginho, ma l’ipotesi più concreta è che sia sostituito da Hamsik nelle funzioni. I nuovi arrivati vengono sostanzialmente a fare da tappezzeria, anche se con Ancelotti dovrebbero giocare un po’ in più. Ma ancora non si sa quale sarà la sorte dei vari Hjsay, Callejon, Hamsik, Mertens: resteranno o andranno via? Di conseguenza non si sa neanche se ci sarà qualcuno che verrà al loro posto.

Il Napoli ha fatto sin qui il mercato che andava fatto a gennaio: ha preso Verdi come alternativa in avanti, Inglese come alternativa a Milik. Ed ha coperto i vuoti dovuti alle partenze di Reina e Jorginho. E’ lo stesso Napoli costruito da Sarri, solo che non c’è più Sarri, ma Ancelotti. Che magari ha un’altra idea di calcio, vorrebbe interpreti nuovi, soprattutto vorrebbe tagliare in maniera decisa col passato.

In queste condizioni ci sono tutte le squadre

Sia ben chiara una cosa: la colpa non è del Napoli, di De Laurentiis o di Giuntoli. E’ la follia di un mercato che ha i suoi tempi dettati più dagli interessi delle televisioni e dei media, che da quelli del mondo del calcio. Il mercato torna comodo per riempire il vuoto delle partite ufficiali, i tifosi sono avidi delle “palle estive”. Per gli operatori non cambia nulla, il mercato si potrebbe aprire il primo giugno e chiudere ai primi di luglio. Tanto chi si muove per tempo lo farebbe lo stesso, e chi aspetta l’ultimo minuto si comporterebbe come al solito. Ne sarebbero felicissimi gli allenatori, che potrebbero davvero lavorare col gruppo già definito.

Non è così, ed ecco che il Napoli domani parte con Dimaro con tanti ragazzi della Primavera (che poi andranno in prestito) e con molti che non ci saranno il 19 agosto. A che serve allora il rito di Dimaro, visto che non si lavora sul gruppo che farà la stagione? Abbiamo parlato del Napoli, ma ovviamente il discorso vale per tutti: uno si chiede solo perché farsi del male in questo modo…

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