Inter, siamo alle solite; e gli arbitri non perdono il vizietto…

Non è stata una giornata banale la dodicesima di serie A. Chi si aspettava un passo falso della Juve è rimasto deluso, ma non è stata un fine-settimana banale. Abbiamo capito, anche se non avevamo mai dubitato una cosa del genere, che l’aiutino alla Juve arriverà sempre. Anche quest’anno che probabilmente non ce ne è bisogno. Il mancato giallo a Benatia è allucinante, da qualsiasi punto lo si analizzi. Ma, ripetiamo, nessuno aveva mai seriamente dubitato della cosa.

Il dato più interessante della giornata è il tracollo dell’Inter. Perdere a Bergamo ci può stare, perdere come è successo ai nerazzurri onestamente no. E’ finita 4-1, laddove il risultato più corretto sarebbe stato 8-1, magari anche di più. Non è stata una sconfitta, è stata una Caporetto arrivata dopo una striscia positiva molto importante. Segno che probabilmente non sono stati risolti i problemi atavici di una squadra in cui possono cambiare giocatori, allenatori, finanche presidenti. Ma ci sono cose che non cambiano mai.

A specchio della debacle dell’Inter il successo del Napoli. Stesse condizioni mentali, dopo un turno infrasettimanale di Champions ad altissimo impatto nervoso. Anche il Napoli era partito male contro il Genoa, anche se non in maniera imbarazzante come i nerazzurri. Ma il Napoli ha tenuto mentalmente, pur in condizioni impossibili, con la partita sospesa per pioggia. Interruzione che ha permesso alla squadra di casa, in difficoltà, di riprendere fiato. Il Napoli ha vinto, ma al di là di questo la solidità è stata evidente. Per altro parliamo di una squadra che in 3 anni ha fatto quasi 260 punti, a buon peso una quarantina in più dell’Inter.

La sconfitta del Milan non fa testo, visto l’avversario, e gli infortuni. Il Milan sarà fino alla fine in corsa per un posto Champions. Insieme alla Roma, probabilmente, che tra alti e bassi, giustificati dalla giovane età di molti protagonisti, alla fine sarà lì. Lì dove con ogni probabilità non ci saranno Lazio e Fiorentina, di cui sin dall’inizio per altro si immaginava potessero essere una spanna al di sotto delle prime della classe.

Due parole sul Torino, sin qui la grande delusione, almeno per chi scrive. Si poteva pensare ad una stagione di alto profilo, tale da portarla a lottare per l’Europa League. Nulla di tutto questo, per il momento. Strano che un allenatore come Mazzarri non sia riuscito a venire a capo di una situazione che sembrava essere tagliata a misura per lui. Tempo per rimediare non manca, ma al di là delle prime 5, difficile pensare che Atalanta, Lazio e la stessa Fiorentina, oltre al Sassuolo, possano fallire tutte insieme.

Due parole sulla lotta per la salvezza. Un verdetto sembra già scritto, quello di condanna del Chievo. Per il resto il Frosinone è tornato più o meno in gruppo. Empoli e Spal sono sempre lì, e Udinese e Bologna non si staccano. Tra queste 5 verranno fuori le due che faranno compagnia ai clivensi che hanno programmato la retrocessione da tempo.

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