Ecco perché De Laurentiis “deve” prendere Cavani

De Laurentiis non avrebbe mai preso Cavani, ma non può farne a meno

Aurelio De Laurentiis non aveva alcuna intenzione di prendere Cavani. Non fa parte del suo modo di fare calcio prendere un giocatore pagandolo a prezzo altissimo, senza la prospettiva di poterlo rivendere dopo un po’. Nel suo dna calcistico prendere un giocatore unicamente per una valutazione tecnica, per ottenere un risultato immediato non è previsto. Difatti non aveva alcuna intenzione di farlo, ma ci sono motivi ai quali anche uno come lui deve piegarsi.

Sette motivi che lo obbligano ad andare contro la sua natura

1. Non si aspettava una contestazione da parte della tifoseria. Contestazione non solo a Napoli, da parte dei soliti noti, ma anche a Dimaro, sia pure ovattata come sempre in tempo di ritiro. I tifosi sono seccati, vedono le altre squadre rinforzarsi, il Napoli è sostanzialmente fermo. E l’amichevole contro il Liverpool non ha fatto altro che far precipitare la situazione.

2. Pensava di aver messo tutto a tacere con l’ingaggio di Ancelotti, e non è stato così. I tifosi sanno benissimo che in campo di vanno i giocatori, il tecnico è importante, ma non decisivo.

3. Dal punto di vista mediatico bisogna rispondere ai colpi di Juve, Inter e Milan. Ma anche la stessa Roma ha venduto, ma qualcosa ha anche preso. Non si può rispondere a chi ha preso Cristiano Ronaldo, Higuain, Pastore, De Vrj e Nainggolan, parlando di Verdi e Fabian Ruiz.

4. Oggi come oggi anche la qualificazione alla Champions è a rischio. Juve e Inter sembrano di un altro pianeta, il Milan è cresciuto molto. Il Napoli rischia di doversi giocare il posto con la Roma.

5. Ancelotti sin qui ha tenuto “il carro per la scesa” come suol dirsi. Ma non si sa fino a quando starà zitto. E’ difficile da credere che abbia accettato la panchina del Napoli senza chiedere garanzie. Un conto è quello che dice in pubblico, altro quello che dice in privato, probabimente.

6. Il figlio Luigi, sempre più attivo, spinge per dare impulso al marketing. Serve almeno un nome appetibile anche all’estero, non ci si può presentare senza stelle.

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Malfitano: giusto dubitare della qualità della squadra

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