Afro Napoli non è solo una squadra di calcio: ha il diritto di scegliere i suoi associati

Afro Napoli ha ragione: chi sta con Salvini non può giocare con questa maglia

La vicenda Afro Napoli si è conclusa in modo intelligente (complimenti al Reggente del C.R.Campania ed al presidente della LND Sibilia). A questo punto è giusto, quasi doveroso, dire la propria, schierarsi. Chi fa informazione ha il diritto/dovere di far conoscere il proprio pensiero. Afro Napoli aveva ragione, aveva, ed ha, tutti il diritto di accettare solo coloro che si riconoscono nella ragione sociale. Un’associazione che si chiama in quel modo vuol far trasparire un messaggio che va oltre lo sport. Chi accetta di prendere parte al progetto lo sa. Chi prende parte al progetto accetta le regole interne. In una associazione che fa dell’integrazione il suo nucleo fondante non c’è spazio per chi è iscritta ad un’altra associazione che fa l’opposto.

Attenzione: qui nessuno entra nel merito della questione specifica. E’ una questione di principio. Si è parlato di intolleranza e razzismo al contrario: cazzate. C’è una organizzazione che ha sue norme interne. Chi non le accetta non ne fa parte. Si dirà: cosa c’entra lo sport in tutto questo? Lo sport non c’entra nulla, ma lo sport non è il nucleo fondante di quella associazione. E’ uno strumento di aggregazione, e, negarlo sarebbe stupido, per avere visibilità altrimenti impossibile.

Per altro nessuno ha negato alle ragazze di giocare a calcio: la dirigenza di Afro Napoli ha accettato che fossero svincolate. Non c’era nessun intento di ritorsione. Titty Astarita, che nel giro di pochi giorni è diventata la calciatrice italiana più conosciuta, potrà continuare a giocare. E potrà, ci mancherebbe, continuare la sua battaglia politica. Ma non potrà sotto due bandiere che sono tra loro in antitesi.

Non stiamo parlando solo di calcio, la ragione sociale è ben altra

L’equivoco di base è nato per il fatto che si considera Afro Napoli una squadra di calcio. Non è così: è anche una squadra di calcio, ma è ben altro. Proprio per questo ha il diritto si fare una selezione tra i propri associati.

Diverso il discorso se una associazione che ha una finalità essenzialmente “politica” abbia diritto di cittadinanza nell’organizzazione calcistica. Qui il discorso è più complesso. La politica, in senso lato, dovrebbe restare fuori dal mondo dello sport. Ma qui il discorso si complica: si parla di dilettanti, che fanno sport per passione. Parlassimo di professionisti, o anche di dilettanti di un certo livello sarebbe diverso. Ma qui si tratta di tutt’altro.

La storia è finita bene, grazie all’intervento intelligente del Comitato Campano e della Lega Dilettanti. Tutto sommato tutti i protagonisti ne hanno tratto beneficio. Titty Astarita avrà una marea di voti che non avrebbe avuto. E Afro Napoli, che ha fatto una battaglia ideologica, è stato conosciuto e magari apprezzato da coloro che la pensano allo stesso modo. Per una volta tanto anche il Palazzo del Pallone si è mosso bene e tempestivamente. Vissero tutti felici e contenti, sopravvissuti ad una tempesta in un bicchiere d’acqua.

– segui per semprenapoli su facebook, twtter, youtube
Adl punta al capocannoniere della serie A

Banner 300 x 250 – Caseificio – Post
Potrebbe piacerti anche