Tonali

L’Italia è un paese particolare. Si divide su ogni cosa perfino sulle ricette domenicali. La tradizione c’è ma spesso amiamo la rivisitazione.
Siamo un Paese antico ed amiamo farci guerra.

Paese che poi inevitabilmente è costretto a trovar sintesi. Equilibrio. Nel mezzo.
Il centro.
Questo è il Paese dei 50 anni di Dc e della incapacità attuale di dar un governo stabile alla nazione.
Tra pochi giorni capiremo meglio.

Il calcio come la politica italiana si decide nel mezzo. Questa sera più del previsto, ritengo.
Mancando Osimhen e Leao, con in campo gli attacchi “spuntati”, Milan-Napoli sarà questione di centro e centrocampo.
Non ci saranno le scorribande di fascia del portoghese tantomeno le cavalcate del nigeriano.
Sarà sfida tecnica e di equilibri.
Centrocampo a reggere gli impatti e difese a spingere lontano gli avversari.
Sarà lotta.

Sandro Tonali vs Stanislav Lobotka.
I piedini educati dei due play maker a decidere la sfida. Per Stanislav è un incontro importante e delicato. Esibisce i suoi colpi nel tempio del maestro Pirlo. Invenzione di Ancelotti da play maker basso. Raccordo educato tra difesa e centrocampo. Un libero di moderna concezione.
Spalletti lo ha definito un uomo imprescindibile. Non ammette cambio. L’uomo che ha occhi dietro la schiena. Quello che si è visto manca al “sostituito” Ndombele.
Tonali è più fisico. Più corsa e lotta. Egli stesso preferì Gattuso a Pirlo ma i suoi colpi, piedi e testa migliorano ogni giorno di più. È rimasto al Milan dopo un momento critico. La crescita sembrava arrestata, poi l’esplosione per maturità e caparbietà.
Dalle sue parti passa gran parte del gioco di Pioli e di Mancini, siamo certi. Il futuro italiano è nei suoi talenti.

Milan – Napoli al Meazza.
Sandro vs Stanislav, a voi.

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