Son partiti i calibri. Son partiti gentori e zii, hanno lasciato il campo ai nipoti.
Sono partiti quelli che avevano le chiavi del gruppo e dello spogliatoio, sono rimasti ed arrivati i nuovi inquilini. Nuovi leaders cercasi.
I giovanotti hanno bisogno di guide.
Di Lorenzo? Mario Rui? Anguissa? Chi sarà l’uomo che legherà vecchio e nuovo?

Si è ragionato non poco negli ultimi anni di Napoli di un aspetto, a nostro modo di vedere, fondamentale ma che il calcio fa una fatica bestiale a prendere in considerazione la Mentalità.
Cosa è la mentalità e soprattutto cosa è questa caratteristica nel calcio moderno?
Parliamo di una quelle “cose” apparentemente astratte ma che si presenta in mille forme. È quella cosa che non vedi ogni giorno ma che nel preciso istante del sorpasso ti fa indovinare la scia perfetta da seguire.
Nulla accade a caso. Esiste un percorso di crescita quotidiano che poi si rende visibile quando affronti Fiorentina e Roma in casa, sei praticamente primo e tiri fuori un solo punto da sei.
Chiariamoci immediatamente. Mentalità non è assolutamente foga, rabbia, la celeberrima cazzimma napoletana che dice e non dice.
Assolutamente no.
Mentalità è Educazione.
Conoscere come una azienda opera, cosa chiede ai suoi “operai”, cosa da in cambio e quanto crede nei progetti che si pone.
Mentalità insomma è una via chiara, seria e giusta.
Il prof. Julio Velasco con i suoi 5 pilastri educativi ha vinto qualunque cosa nel volley ed almeno una coppa delle coppe con la Lazio di Sven Goran Eriksson e Christian Vieri.
Mentalità è quella che a Napoli raccontava Gattuso a proposito di Milan, Meazza e le diverse eleganze di dirigenti di caratura internazionale.

GATTUSO FOTO MOSCA


È quel senso di riverenza che si prova entrando in un luogo “serio”.
Non è severità, non è morbosa seriosa presunzione, non è rigore, è invece competenza, rispetto dei ruoli e partecipazione attiva.
Concetti lontani dal pallone?
Distanti ed inarrivabili?
Impossibili per il Napoli e de Laurentiis?
Scopriremo quest’anno se le distanze si sono allungate. Vedremo nell’anno della ricostruzione e della ripartenza post covid se Verona era un avvenimento spiacevole, Empoli un disastro “casuale”, Fiorentina e Roma passi falsi estemporanei.
Scopriremo che Mentalità vuol dire Sapere chiaramente come e dove andare.

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