È foga o voglia di vincere? Un intervento scomposto o la responsabilità di “dover” interpretare in questa stagione il ruolo da protagonista?
A ben vedere nella padella Victor Osimhen ha buttato un buon mix di ingredienti. Tocca però saperli cucinare al tempo ed al tocco giusto.

Chi è Osimhen?

È un ragazzo dalle mille risorse fisiche e psicologiche si è detto di lui.
Un tiramolla dal carattere presente.

Fisicamente energico e scoppiettante e mentalmente capace di velocissime riprese.
Il modo con cui ha recuperato “mentalmente” dal grave infortunio al viso, occorso lo scorso anno a Milano, ci dice che questo ragazzo non teme la paura, non teme il confronto.

Può essere un pregio. Può, se non ben misurato ed equilibrato, diventare un difetto. In effetti Osimhen è un burrascoso. Diversi i gialli presi in campionato quando davvero non era il caso.

Ha la bocca aperta e la lingua lunga Victor a volte più della falcata. Il ragazzo va misurato, va “educato” al contesto onde evitare anche brutte scene da social.

La SSC Napoli deve inevitabilmente contare su lui anche dal punto di vista dell’immagine. Il Napoli ha scelto Victor ed Osimhen ha scelto Napoli. Immagini a confronto e per forza di cose ora a braccetto.

Spalletti in allenamento lo ha allontanato dal campo. Uno scontro di gioco con Anguissa ed un nervosismo anomalo.
Ci sta!

Il peso delle responsabilità da prima donna non son quelle da comparsa.

In questa stagione senza Insigne, Mertens e Koulibaly toccherà proprio a Victor dar vita al nuovo ciclo.
De Laurentis è stato chiaro, non si vende anzi si responsabilizza.

Al punto che in una intervista al corriere dello sport Victor, parlando da nuovo capo, ha candidato il Napoli a concorrente per il titolo.

Troppe pressioni per il Nigeriano? Troppi stimoli possono finire per distrarlo dal suo compito? Il Ragazzo si è già fatto uomo?

Si gioca a far Pedagogia per trovar la linea e la chiave del nuovo corso Napoli calcio.

Sappiamo poco, praticamente nulla, sappiamo però che un nuovo ciclo è iniziato ed Osimhen guiderà lo sviluppo. Per quanto non lo sappiamo, con chi lo vedremo.

Nomi nuovissimi e semi sconosciuti, a questi ed al maestro di cerimonia, Sig. Luciano Spalletti, servirà bastone e carota. È una classe nuova, un nuovo corso di studi e c’è da aver gran pazienza.
Tempo e pazienza.
Napoli ne ha?
Napoli può atrendere?
Vedremo.

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