In tempi non sospetti Giampietro Gasperini lo aveva decisamente rimarcato. Avere tanti calciatori, 3 competizioni e 5 cambi per partita, può essere una opportunità ma anche un imbuto.
Cambiare per cambiare è sempre pericoloso ma come diceva il tecnico atalantino, “se non fai giocare tutti con 5 cambi, l’ambiente si irrigidisce”.

È molto probabilmente uno degli aspetti più complessi dell’essere allenatori oggi.

Ruotare, cambiare, mixare, tenere squadra e spogliatoio in opportuna tensione. Tutti sul filo e pronti a dar il più alto contributo.

In questo il tecnico di Certaldo come sta agendo?
Evitiamo voti e pagelle ed affidiamoci ad una più possibile coerente analisi.
3 competizioni in programma e una rosa ampia.

I ruoli non sempre ben coperti e Luciano vive un attimo critico. Osimhen ha due cambi: Raspadori e Simone non lo hanno fatto rimpiangere.

Mario Rui ha Olivera ma Lobotka e Di Lorenzo dovranno tirare la carretta da soli.

Zanoli è troppo distante da Giovanni e Gaetano pare non esser considerato da Serie A.
Il guaio è che il Napoli non può permettersi esperimenti, non si può improvvisare.

Ndombele si è visto non è il cambio di Lobotka, Politano ha una fase difensiva che a Lozano manca.
Dettagli. Minuzie che in un team esistono e vanno risolte.

Luciano Spalletti non può spremere il gruppo, rischia la fatica dello sprint e le montagne arriveranno. Serviranno i gregari Demme, Zerbin, Ostigard e Gaetano.

Luciano Spalletti è chiamato ad una gestione attenta. Mitigare le forze e farle venir fuori.
Serve gestirle per averle tutte a disposizione nel momento opportuno.
Strategia da formula uno.
Luciano guida una monoposto che può vincere il campionato non solo un Gran Premio.

Luciano Spalletti
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