Deulofeu chi, quello dell’ Udinese, quello che gioca da seconda punta? Quello di cui parliamo da un mese.
Ci dispiace non siamo interessati, giocavamo.

Oramai è un gioco a far boutade. Più che Napoli calcio sembra Zelig.

Delle due l’una o siamo tutti interpreti straniti di uno spettacolo comico oppure la SSC Napoli gioca a depistare. Il film giallo di cui negli scorsi giorni dicevamo.

Dopo giorni e giorni a far analisi e valutazioni su come e quando Deulofeu potesse esser utile allo scacchiere di Spalletti, Giuntoli ci fa sapere che lo spagnolo non troverebbe spazio nel 4-3-3 che il toscano intende proporre.

Altra bugia bianca direttore? Altra bugia detta a fin di bene? Come il finto corteggiamento a Koulibaly poi sfociato in una figura barbina?

Siamo confusi e non siamo i soli.
Siamo confusi perché non siamo in grado di usar parole certe. Oggi diciamo che Deulofeu non fa per Napoli ma domani potremmo svegliarci con Deulofeu a Castel di Sangro. Napoli è un gioco a depistare.
Deulofeu serve al Napoli?

La “mezza punta” serve a Spalletti. Il cosiddetto falso nueve, la seconda punta che gira intorno ad Osimhen serve?

Se il Napoli non rinnova Mertens allora dobbiamo dire no. Spalletti non vuole la seconda punta e probabilmente non la vuole piccoletta.

Ma nessuno lo dice chiaramente. Né dirigenza né presidenza si esprimono chiaramente. Ancor meno l’allenatore.

Spalletti complice di questo stand – by o artefice di una rivoluzione tattica?

Mille domande nessuna risposta. Si va alla seconda fase del ritiro pre campionato con tante incognite e pochissime certezze.

“So di non sapere” ci ha insegnato Socrate.

Intanto Deulofeu attende.

Attendono i giornalisti e la tifoseria.

Attesa maledetta attesa.

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