La serie A al via: questa la griglia di Persemprenapoli

Pronti, partenza, via! Alle ore 18.00 scatta il campionato. E’ il momento di fare la mitica griglia di partenza. Interessante da leggere adesso, divertente da leggere a fine stagione, quando semmai si sarà dimostrata del tutto sbagliata. Ma è un gioco.

Partiamo.

In prima fila fino a qualche giorno fa avremmo messo l’Inter. L’arrivo di Dzeko alla Juve cambia tutto. Il bosniaco sembra essere la pedina giusta al posto giusto, il giocatore ideale per Cristiano Ronaldo e Dybala. La classica quadratura del cerchio. Edin segna abbastanza, ma soprattutto fa giocare bene chi gli sta intorno. Pirlo adesso potrà dedicarsi alla fase di non possesso, in avanti ha chi ci pensa. Unica incognita, l’età. Sin qui CR7 e Dzeko non hanno mai mostrato appannamenti. Ma la Carta di Identità è impietosa. Il calo delle prestazioni è dietro l’angolo, arriverà di certo da un momento all’altro. Non si sa quando, però. Magari a stagione in corso, magari l’anno prossimo, magari tra due anni. E’ questa la scommessa bianconera: se non arriva nei prossimi mesi lo scudetto è in cassaforte. La Champions potrebbe non essere un miraggio

Subito dopo l’Inter. Conte ha trovato il sistema per esaltare i suoi fenomeni, Lukaku e Lautaro. La squadra nell’ultimo periodo della scorsa stagione è parsa in crescita esponenziale. La sensazione è che però sia Lukaku dipendente. Giocatore devastante, ma se non è lui in giornata si fa fatica.

Dopo le prime due diciamo il vuoto. Saltiamo la seconda, la terza, magari anche la quarta fila. Il distacco è abissale. Qui sgomitano in 5. Tutte più o meno sullo stesso livello. Tutte hanno sulla carta buone potenzialità, ma non ci si può fidare di nessuna di loro al 100%. Le 5 squadre sono Napoli, Milan, Roma, Atalanta, Lazio. Le abbiamo scritto non in modo casuale, ma secondo la visione del sottoscritto in questo momento. Con una premessa: è quasi impossibile pensare che una di queste possa vincere lo scudetto. Nel caso, assurdo, il Milan, che abbiamo posto dietro il Napoli, ha qualche possibilità in più. Ma analizziamo il tutto.

Il Napoli negli ultimi anni è stata, dopo la Juve, la squadra più costante. Ancelotti ha sfasciato un meccanismo perfetto, Gattuso, tra mille difficoltà, l’ha rimesso in piedi. Ha una squadra che non sa difendere (e dopo la cessione di Koulibaly sarà peggio), punta tutto sull’attacco. C’è la scommessa Osimhen, la certezza Mertes. E poi c’è Petagna in attesa di esplosione. Gattuso ha capito subito che per valorizzare al meglio il suo organico deve lasciar perdere il 4-3-3, e passare al 4-2-3-1 di beniteziana memoria. Diciamo che la difesa è fatta. Con Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic (o Socratis, se dovesse venire) e Mario Rui non siamo al top, ma si può fare.

La linea dei trequarti è fatta, ed è sulla carta molto forte. Con Fabian, Mertens e Insigne. Le perplessità sono tutte nei due da schierare davanti alla difesa. Non è il ruolo adatto a Zielinski, e Demme e Lobotka non danno grandi garanzie.  Quindi il Napoli è tutto sulle spalle degli attaccanti. Se dovessero segnare tantissimo non ci sarebbero problemi. Ma devono segnare proprio tanto. A naso il Napoli non vincerà molte partite 1-0…

Poi c’è il Milan. Ossia la squadra di Ibra. Se il “nonno” svedese c’è il Milan è competitivo. La squadra è costruita intorno a lui. Ha qualche buona individualità, a partire da Donnarumma, ma non tanti grandi giocatori. Pioli ha messo su un collettivo esaltato da un singolo, appunto Ibra. Potrebbe fare bene, benissimo, ma anche deludere. Lo scorso anno ha chiuso in crescendo, ma se non continua a crescere fa fatica.

La Roma si è indebolita rispetta allo scorso anno. Ha perso di nuovo Zaniolo per almeno 6 mesi. E di certo non ci ha guadagnato nel cambio tra Milik e Dzeko. Anche in questo caso è una incognita. Soprattutto senza il bosniaco Fonseca dovrà inventarsi qualcosa. Milik fa anche un discreto numero di gol. Mail suo contributo alla manovra è meno di 0. Ha un problema enorme tra i pali, e la difesa non è il massimo Ma in mezzo al campo ha buone individualità, e può contare sull’entusiasmo dovuto al cambio della proprietà. Tra le 5 messe in “quinta” fascia è la meno attrezzata, ma la preferiamo a Lazio e Atalanta per i motivi che andiamo ad indicare in seguito.

La Lazio non ci ha mai convinto del tutto. Lo scorso anno tutto ha congiurato per portarla in avanti. La fortuna e gli arbitri hanno dato una mano. Immobile faceva gol anche starnutendo. Tutto è filato via per il verso giusto. Almeno fino alla ripresa di giugno. Poi è venuto fuori il reale valore della squadra. Una squadra che lo scorso anno ha fatto la scelta, giusta, di mollare le Coppe, avendo un organico non adeguato. Difatti quando si è iniziato a giocare ogni tre giorni sono stati dolori. Farà lo stesso quest’anno con la Champions? Difficile. Così come è difficile ipotizzare che possa ripetersi.

Potrebbe ripetersi l’Atalanta. Ma anche in questo caso lo scorso anno c’è stata una sorta di tempesta perfetta. Come se la Dea Eupalla avesse voluto dare una soddisfazione ad una popolazione flagellata come nessuna altra al mondo dal Covid. Tutti i giocatori in condizione, un meccanismo di gioco perfetto. Una condizione fisica straordinaria, e incredibilmente tenuta per tutta la stagione. Condizioni difficilmente ripetibili. Anche perché nel frattempo tutti hanno studiato il sistema di gioco dei nerazzurri, e vedrete che prima o poi qualcuno troverà le giuste contromisure.

Abbiamo detto che c’è un abisso tra le prime due e le immediate, si fa per dire, inseguitrici. Dopo più o meno c’è l’abisso. Tante squadre più o meno dello stesso valore che inseguono a grande distanza. Le citiamo in ordine sparso, senza nessun criterio, soprattutto senza nessuna valutazione. Fiorentina, Bologna, Torino, Verona, Parma, Sampdoria, Udinese, Cagliari, Sassuolo. Tra queste senza ombra di dubbio ci sarà la grande sorpresa del torneo, quella che andrà molto al di sopra delle attese.

Lo scorso anno fu senza ombra di dubbio il Verona, ma anche il Sassuolo fece molto più di quanto non fosse lecito attendersi. La migliore di queste potrà anche ambire semmai ad un posto in Europa League se una di quelle che abbiamo posto avanti deludesse tantissimo. Allo stesso tempo ci sarà qualcuna di queste che finirà nel vortice della zona retrocessione. Intriga la Fiorentina, certo, che ha buone potenzialità, anche se viene da più di una stagione difficile.

Intriga il Parma. Con Liverani in panchina ha cambiato rotta. D’Aversa ha portato la squadra dalla Lega Pro in A e l’ha salvata due volte. L’ex tecnico del Lecce fa giocare bene le sue squadre. Ma il Lecce è retrocesso lo stesso. Vediamo se e quanto pagherà la rivoluzione. Il Parma è border line. Può essere la grande sorpresa, come la grande delusione. C’è il Torino che Cairo ogni volta promette di portare in Europa. Se Belotti dovesse fare il Belotti vero anche i granata possono dire la loro. Altrimenti sarà un altro anno deludente.

Il Genoa come sempre ha stravolto la squadra, e Preziosi probabilmente lo farà nuovamente a gennaio. Al momento sembra più indiziata per essere in zona retrocessione che nella parte sinistra della classifica.

La Spezia e Crotone appaiono al momento le vittime predestinate. La loro retrocessione appare scontata. In partenza sono per distacco le più deboli. Ma mai come quest’anno basta poco per fare la differenza e risalire.

19 squadre, ne manca una, il Benevento. Il Benevento non sappiamo dove collocarlo. La tentazione è quella di metterla da solo, dietro le prime sette. Se dovessimo in questo momento indicare una squadra sorpresa la scelta cadrebbe su quella sannita. Che ha stravinto il campionato di B, e che si è anche rinforzata e non poco. Ma c’è l’incognita allenatore, con Pippo Inzaghi che sin qui ha fatto bene in B, a Venezia prima e poi a Benevento, ma in A non ha convinto. E poi c’è la tradizione, che nel calcio conta. E che al Benevento, in A, manca. Per questo gli stregoni non li poniamo nella griglia. E non poniamo limiti alle loro possibilità. Una cosa è certa: non ripeteranno il cammino di tre anni fa.

Ricapitolando

1 fascia Juve

2 fascia Inter

3 fascia

4 fascia

5 fascia: Napoli, Milan, Roma, Lazio, Atalanta

6 fascia

7 fascia Fiorentina, Bologna, Torino, Verona, Parma, Sampdoria, Udinese, Cagliari, Sassuolo

8 fascia Genoa

9 fascia Crotone e Spezia

Non classificabile Benevento

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