De Laurentiis ha avviato l’operazione “demonizzazione di Insigne”

De Laurentiis croce e delizia

Pare, condizionale d’obbligo, che stia vendendo il Napoli. La voce circola con insistenza, magari c’è anche qualcosa di vero. Se dovesse davvero andare via De Laurentiis ci mancherà. Personalmente sono diviso sul suo conto: da tifoso lo trovo irritante, da giornalista è “manna caduta dal cielo”. Con De Laurentiis non ti annoi mai, e ti offre sempre spunti a iosa. Domenica sera si è inventato il silenzio stampa di Ancelotti per non farlo parlare di mercato.

Ieri di tutto di più. Magari il problema è questo: ne dice tanto in pochi minuti che a volte ti viene da maledirlo. Perché brucia tutti in una volta tanti spunti che ti avrebbero permesso di scrivere ciascuno di essi per una settimana. Ieri ha tirato fuori la storia (vecchia) della droga nelle curve, e visto che si trovava ha messo dentro anche gli stewards collusi con la camorra. Ha detto che il Ministero degli Interni da 20 anni non si vede (oddio: Salvini è ovunque!), e che un suo vecchio attore, oggi sindaco di Firenze, non si è capito cosa ha fatto. Per non farsi mancare nulla ci ha fatto sapere che CR7 è l’allenatore della Juve, e che il Napoli non se lo può permettere. Poi la storia di Insigne che vuole andare via, e lui non può trattenerlo.

Avviato il processo di demonizzazione di Insigne

Capisci la fregatura? C’era la possibilità di campare di rendita per un mese, se ne avesse sparata una alla volta. Quindi bisogna fare una scelta. La storia della droga in Curva è il segreto di Pulcinella, del resto in curva sono tutti drogati, ovvio che gli spacciatori sia sul posto. Il sindaco di Firenze, con tutto il rispetto, a noi di Napoli non frega nulla. Di Salvini parlano tutti, almeno noi evitiamo. Parlare dell’allenatore di quelli là, che sia Allegri o Ronaldo, non ci può fregare di meno. Parliamo di Insigne.

Premessa: è una non notizia. Almeno per chi ha la bontà di seguire questo sito, e le trasmissioni che organizziamo. Mai creduto alla favola che Insigne volesse restare, e che fosse stato raggiunto l’accordo a casa Ancelotti. Se prendi Raiola come Procuratore non è certo perché vuoi partecipare con lui a qualche gruppo di preghiera. E di certo non cambi idea per un pranzo a casa Ancelotti. La notizia non è che Insigne vuole andare via, ma che De Laurentiis, che evidentemente lo ha già ceduto, si sta portando avanti col lavoro. Solito giochino, che vale per tutte le cessioni eccellenti. “Non sono io a volerlo vendere, è lui a voler andare via”. Così è stato per Lavezzi, Cavani, Higuain, Hamsik. Giusto con Reina non c’è riuscito… Con Insigne sta andando oltre. “Va via perché non si sente amato dai tifosi”.

Tutto questo per colpa dei tifosi

La colpa quindi non è di una società che è attenta al monte-ingaggi (e che non fa nulla per aumentare il fatturato). E non è un problema anche il fatto che vincere non sia l’obiettivo primario. Nulla di tutto questo. Insigne, evidentemente per amore di ADL, sarebbe rimasto guadagnando meno, e vincendo nulla. Se ne va perché i tifosi non lo apprezzano.

Sa ben chiaro: De Laurentiis ha tutto il diritto di dire quello che vuole. E gli lo ascolta ha tutto il diritto di credergli anche. Ma ci sta anche che qualcuno non gli creda…

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