Col Chievo fallita la prova generale di Champions

Se quella contro il Chievo doveva essere la prova generale, dal punto di vista mentale, su come il Napoli dovrà affrontare dopodomani la Stella Rossa, beh, allora la “prova”  è stata fallita, nelle intenzioni di Ancelotti e soprattutto per il risultato. Che il Napoli abbia dominato, non è neanche il caso di parlarne tanto è netto il divario tecnico tra le due squadre, ma dove il Chievo ha sopperito con tenacia e determinazione, là il Napoli ha sbagliato con un approccio “femmina”: ritmi blandi, intensità zero, errori per sufficienza  eccessiva negli ultimi tocchi, quasi che il gol prima o poi sarebbe arrivato per …grazia ricevuta.

Non è stato così, ed il forcing più che il pressing del secondo tempo ha solo esaltato in un paio di occasioni il vecchio Sorrentino, peraltro graziato da un Insigne assai distratto, solo davanti al numero uno clivense.

E dopodomani il Napoli dovrà fare la partita (quasi) perfetta contro i serbi che potrebbero Avere ancora velleità di qualificazione grazie ai 4 punti in classifica e l’ultima gara casalinga del girone contro il Paris Saint Germain.  Quindi la delusione contro il Chievo va subito messa in archivio senza perdere di vista le cose meno buone che la gara del Napoli ha detto in 94 minuti senza acuti e senza rabbia agonistica.

Di queste, però, ci sarà modo per scrivere e parlarne a tempo debito, perché da domenica sera, forse anche prima della partita contro il Chievo per alcuni giocatori, c’è da pensare solo alla gara importantissima contro la  Stella Rossa. Partita da non poter assolutamente sbagliare. Attenzione però a questi serbi che non faranno sconti né a livello tattico né sul piano agonistico, puntando al colpo grosso.

Ancelotti, dopo la gara di campionato, dove ha cambiato di fatto disegno e strategia, puntando su un Napoli veloce ed  intenso, e per questo sarà rimasto assai deluso, dovrà chiedere ai suoi “titolari” una nuova prova di maturità e convinzione, schierando una squadra compatta, forte fisicamente ma allo stesso tempo agile e in grado di dettare tempi di gioco con quel palleggio rapido e preciso che è mancato contro i veronesi e che dovrà servire per mandare fuori giri centrocampo e difesa serba.

La conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, che questo Napoli plasmato da Ancelotti sulla base delle conoscenze sarriane dei suoi giocatori, ha bisogno, come quello di Sarri, di massima intensità per sfruttare il “nuovo” gioco fatto di meno possesso palla ma con più strappi improvvisi, ripartenze fulminanti e accelerazioni verticali che talvolta lo hanno reso più camaleontico e letale.

Se lo 0-0 di Belgrado e il 2-2-del Parco dei Principi  avevano fatto provare una delusione cocente per quello che la squadra aveva saputo fare e dimostrare, il pareggio di ieri al San Paolo ha aperto scenari non proprio tranquilli per la gara di mercoledì sera. Ancelotti avrà già avvertito tutti della pericolosità della gara e della necessità di affrontare i serbi come se fossero il Liverpool o il PSG. E proprio i due risultati rimediati al San Paolo contro inglesi e francesi dovranno servire da molla per la difficile ma non impossibile partita contro la Stella Rossa.  Servirà un Napoli deciso, caparbio, come quello visto nei primi venti minuti del secondo tempo contro Neymar e soci, per tutti i novanta minuti, attento e senza sbavature o spazi da concedere ai serbi che non saranno c erto “timidi” come il Chievo che pure ha cercato di far male a Karnezis.

Mercoledì, insomma, il Napoli dovrà ritrovare sè stesso nelle gambe, ma soprattutto nella testa per una conferma della bontà del lavoro svolto da Ancelotti non solo sotto l’aspetto tattico ma soprattutto sotto quello mentale che sembra aver fatto guadagnare all’intero gruppo convinzione maggiore delle proprie forze e, di conseguenza, nuova autostima.

Se vincerà dopodomani al San Paolo e se da Parigi dovessero arrivare ottime notizie sulla prestazione del Liverpool, questo Napoli può diventare la mina vagante in Europa per la sfrontatezza con cui ha affrontato il girone contro due big assolute del calcio internazionale . L’effetto sorpresa e Ancelotti in panchina, infatti, possono diventare le armi in più per una squadra che deve guardare avanti senza ripensamenti o dubbi. Un Napoli consapevole al massimo per questo ultimo, speriamo decisivo sforzo in Champions per superare il girone della “morte”.

Dopo il pari contro il Chievo, il San Paolo dovrà tornare fortezza azzurra. Come sempre, mercoledì più che mai, ci sarà bisogno della passione infinita dei tifosi. C’è bisogno, contro la Stella Rossa, del dodicesimo uomo sugli spalti. C’è bisogno dell’entusiasmo sfoderato in altre notti di Champions, contro Borussia, Manchester C ity, contro il Liverpool. Diamo una mano agli azzurri perché affrontino la Stella Rossa come se fosse tutte e queste tre squadre insieme …

Ultimo sforzo e tre punti per proseguire l’avventura europea. Magari con i gol ”ritrovati” di Mertens e Insigne, o con quelli “perduti” di Callejon, Hamsik e Zielinski o Fabian Ruiz .  Campionato e Champions ai massimi livelli impongono per il prossimo futuro una sterzata vigorosa, soprattutto da parte della società, per un Napoli che non sia più l’”eterno secondo” in campionato o la “sorpresa” in Europa. Ma di questo ci sarà tempo per parlarne, così come per Ancelotti con De Laurentiis…

 

 

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