Ronaldo, capolavoro Juve Ma questo è un gol per tutti

Incredibile ma vero: arriva! Ciò che fino a qualche giorno fa sembrava semplicemente un sogno o, per gli scettici, un abbaglio di mezza estate, si realizza con un memorabile blitz di Andrea Agnelli in terra di Grecia che pare l’appendice moderna della guerra del Peloponneso. A casa si porta un trofeo scintillante ornato di cinque Palloni d’oro: Cristiano Ronaldo, il più forte del mondo, giocherà nei nostri stadi in maglia bianconera per i prossimi quattro anni. Certo, sembrano tantini per un trentatreenne carico di gloria e fatiche, ma qui parliamo di un fenomeno con un fisico stellare a cui i medici accreditano 10 anni di meno rispetto all’età anagrafica. Insomma, i rosiconi che ancora sperano in un saldo di fine carriera faranno bene a ricredersi in fretta. Quello realizzato dalla Juventus è un capolavoro di mercato, di strategia e di coraggio. Una rovesciata vincente che si specchia nel gesto sublime di CR7 ammirato e applaudito allo Stadium appena tre mesi fa. Un gol di fondamentale importanza non solo per gli innamorati della Signora ma per tutto il nostro calcio.

IMPATTO CLAMOROSO — Certo, pretendere che le altre tifoserie lo riconoscano subito e gioiscano per l’inatteso arrivo di questo Achille del pallone sarebbe chiedere troppo. L’impatto tecnico che il guerriero di Funchal eserciterà sul campo di battaglia – valutato dai nostri Garlando e Vernazza sul giornale in edicola oggi – sarà sicuramente pesantissimo. La sequenza di scudetti juventini minaccia di diventare omerica. Ma in prospettiva, ed è ciò che conta, farà un gran bene anche agli avversari, e non solo perché ogni domenica saranno obbligati a guardare in faccia il dio della bellezza oltre che il demone del risultato…

Nell’estate del nostro scontento, senza Mondiale e con un quoziente di attrattività spettacolare ai minimi termini, il calcio italiano si ritrova proiettato al centro dell’interesse planetario. Ecco il valore universale di una rovesciata come non si ricordava dai tempi di Maradona e Ronaldo il Fenomeno. Le nostre partite saranno seguite con nuovo interesse da Vladivostok a Città del Capo. I colori e marchi della Serie A passeranno per schermi europei e arabi, cinesi e americani mentre le star di casa nostra diverranno familiari agli appassionati sui mercati d’Oriente e Occidente quanto lo sono oggi quelle inglesi o spagnole.

il prezzo e’ giusto — Cento milioni di euro (più oneri vari) e 31 milioni netti a stagione possono sembrare molti in tempi di moralismo diffuso come quelli che viviamo. Ma in realtà il prezzo è più che giusto. Per ora lo ha pagato la Juve. La vera domanda è: qualcuno si attrezzerà per imitarla? Il calcio italiano a questo punto è chiamato per intero alla rovesciata. Ha di fronte a sé un paio d’anni di grazia in cui le fonti di finanziamento soprattutto straniere saranno più generose. Come in qualsiasi azienda, servono efficienza, managerialità, visione e audacia. E l’idea che il piccolo mercato delle plusvalenze possa essere sostituito da investimenti forti e mirati anche dal punto di vista della comunicazione. Per Inter, Milan, Roma, Napoli e tutti gli altri a seguire questa non è un’opzione. È un obbligo, se non si vuole che la Juve di CR7 instauri una dittatura a vita rendendo il contesto competitivo inutile o ridicolo. Pure Achille, in fondo, non era invulnerabile. Chi avrà il coraggio di scagliare la prima freccia?

 Andrea Monti 

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FONTE: Gazzetta.it

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