Violenza Ultrà, imbecilli, violenti e… Nutella avariata

Il fenomeno Ultrà non si vince se non si inizia a ragionare come loro. Pensare di capirli senza pensare come loro è inutile. Loro la chiamano mentalità ultrà, possiamo chiamarla come vogliamo, imbecillità, ignoranza, coglionaggine, sta di fatto che deve essere il punto di partenza per combatterli. Solo provando a ragionare come fanno loro si può cercare di prevenirli.
A nessun essere umano normo-dotato dal punto di vista intellettivo può venire in mente di partire da Nizza per andare ad aggredire tifosi del Napoli. Oddio, a nessun essere umano normo-dotato dal punto di vista intellettivo può venire in mente di fare a botte prima di una gara di calcio. Pensare come un essere umano normo-dotato dal punto di vista intellettivo è quindi controproducente nella lotta a questa forma di violenza.
E’ bene anche capire che qui non si parla di calcio. Il tifoso fa anche alcune cose sconsiderate, ma le fa nella speranza ai aiutare la propria squadra a vincere. Aggredire tifosi della squadra avversaria lontano dallo stadio, ore prima della gara, non aiuta la propria squadra a vincere. Si usa il pretesto di una gara di calcio per sfogare la propria rabbia. Un tempo ci si sfogava con le guerre, magari con le risse si osterie. Negli anni 70 c’erano gli scontri politici. Oggi oltre al calcio ci sono alcune manifestazioni pseudo politiche, che in genere partono come una marcia di pace, poi ci sono gli infiltrati. Gente a cui non frega nulla della manifestazione, ma vogliono il pubblico e le telecamere. Capire che il calcio non ha nulla a che vedere con questa violenza è la base di partenza di ogni processo di prevenzione.
Il calcio è un pretesto per dividersi, da una parte i Guelfi, dall’altra i Ghibellini. Si indossa una divisa per distinguersi, punto. Se si pensa ad altro non si capisce il fenomeno.
Ultima considerazione: sarebbe il caso di stare zitti ed agire, tutti. Ha iniziato il presidente federale, parlando di sospensioni di partite in caso di cori discriminatori. Salvo poi scoprire che non è la Figc che può sospendere le partite, ma il responsabile dell’ordine pubblico. Ha continuato il sindaco di Milano che ha detto che la prossima volta in caso di cori razzisti lascerà lo stadio: non si capisce mercoledì sera chi o cosa l’abbiano trattenuto. Ma la chicca è arrivata dal Ministro degli Interni. Che ha deciso di convocare i rappresentanti dei tifosi. Magari qualcuno lo deve informare che per legge le società di calcio non possono avere rapporti coi tifosi. Non esistono capi-tifosi che possono parlare a nome di qualcuno. E’ una legge dello stato, quella per cui è finito nei guai la Juve per i rapporti con i tifosi “calabresi”. Che il Ministro degli Interni proponga di risolvere un problema violando una legge dello stato è imbarazzante. Magari sarà colpa di una vaschetta di Nutella avariata…

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