VAR, il challange non serve: bisogna proiettare sui maxi-schermi le fasi discusse

Var nel mirino dopo la “cazzata” di Giua al San Paolo. La Figc si è fatta parte diligente proponendo alla Fifa di sperimentare la “chiamata” da parte degli allenatori. Cosa che avviene in tutti gli altri sport, e che il calcio è restio ad accettare. O per meglio dire: che gli arbitri sono restii ad accettare. Per adesso non si farà, ma si arriverà senza dubbio alcuno a questo, è nell’ordine delle cose. Anche perché è una cosa che fa spettacolo.

Si risolverà il problema? Assolutamente no. Anzi, per quel poco che conosciamo la mentalità degli arbitri, il rischio sarà quello di aggravarlo. Si finirà con l’andare sempre meno al video, limitandosi ad aspettare la chiamata degli allenatori. Fermo restando che poi difficilmente potrebbero cambiare idea. Non solo: ci sono stati casi di “rigori” concessi grazie al Var che nessuno aveva visto in campo. Il fallo di mano di Callejon all’Olimpico contro la Roma era sfuggito a tutti. Rigore netto, giustamente concesso.

Il problema non è chi decide quando vedere la Var. Il problema è far capire che cambiare una decisione dopo aver visto la TV non è un errore. Al momento, lo ha detto Collina, un arbitro che cambia idea dopo la VAR sa d aver sbagliato. E che l’errore sarà segnalato dal suo “esaminatore”. La Var in questo modo non è più un aiuto, ma un giudice severo. Invece la Var dovrebbe avere la stessa valenza di un collaboratore di linea, del quarto uomo. Nessuno arbitro viene penalizzato se ascolta il “consiglio” di un suo assistente. Deve essere così anche per il Var. Non dimentichiamo che un arbitro dirige la partita con limiti oggettivi che non ha la TV. Un arbitro ha una sola prospettiva, la telecamere le hanno tutte. L’arbitro decide in una frazione di secondo, davanti al video puoi prenderti tutto il tempo necessario.

Per migliorare la situazione servono due cose: capire che la tecnologia è un aiuto e non un giudice. E, soprattutto, far vedere sui maxi-schermi le immagini che stanno seguendo in cabina VAR. Se gli spettatori al San Paolo avessero visto l’immagine del fallo su Milik, netto, Giua non avrebbe potuto far finta di nulla. Ed avrebbe evitato una figuraccia.

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