Si parte: il Napoli di Gattuso è un cantiere aperto

Si parte. Il precampionato più anomalo della storia finisce prima di pranzo, alle 12.30. Napoli in campo a Parma. Un Napoli che è un cantiere aperto. Al di là dei dubbi di formazione che accompagnano sempre il calcio moderno, Gattuso non sa ancora come sarà il Napoli. Dettagli per altro non di poco conto.

L’acquisto di Osimhen (e Petagna) e la conferma di Mertens a suo di euro lasciano intendere che si va verso un cambio di modulo. Addio al 4-3-3, si torna al beniteziano 4-2-3-1.  Perché per sfruttare al meglio gli attaccanti che hai a disposizione è chiaro che bisogna cambiare. Ma il Napoli continua ad avere un deficit impressionante in mezzo al campo. La partenza di Allan non è stata compensata da nessun arrivo. Ci sono carenze numeriche (5 centrocampisti) e tattiche. Non c’è un mediano di ruolo.

Vero, qualcuno dirà che Allan lo scorso anno sostanzialmente non ha giocato. Ma il vuoto c’era, ed era evidente. Un centrocampo a 3, con Zielinski e Fabian insieme garantisce qualità ma poca copertura. Bisognava correre ai ripari, e sin qui non lo si è fatto.

Il polacco e lo spagnolo sono due eccellenti calciatori. O per meglio dire: Zielinski è un buon giocatore per convenzione. Ha numeri, non ci sono dubbi. Ma la costanza del rendimento non è il suo pezzo forte. A Napoli in 4 anni ha fatto solo intravedere le sue qualità. Ma non le ha mai messe in campo. Neanche lo scorso anno quando è stato titolare per la prima volta. Due gol in un campionato sono nulla per uno con le sue qualità balistiche e di inserimento. Per altro il suo rendimento in fase di non possesso è insufficiente.

Fabian è un potenziale crack. Non si è nazionali spagnoli per caso. Ha qualità tecniche sopraffine. Ma ha anche il vizietto di tentare quasi sempre la giocata difficile. Essendo molto forte la cosa gli riesce quasi sempre. Il problema è che se la giocata la fa nella trequarti avversaria ve bene. Quando riesce si crea un’occasione, quando fallisce siamo lontanissimi dalla porta azzurra. Ma quando la fa al limite della propria area di rigore il discorso si capovolge. Quando riesce, quasi sempre, siamo a 70 metri dall’area avversaria. Quando la sbaglia sono dolori, gli avversari sono in porta. Fabian deve giocare avanti.

Se Gattuso vuole provare il 4-2-3-1 ha necessità di avere due che danno copertura, e che sanno giocare la palla, da mettere davanti alla difesa. Coi giocatori che ha a disposizione in questo momento fa fatica.

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