Si giudica Ancelotti pensando a De Laurentiis…

Succede solo a Napoli: Ancelotti è sul banco degli imputati, e la tifoseria è spaccata. Il bello è che sia quelli che lo promuovono a pieni voti, sia quelli che lo bocciano valutano il suo lavoro.
Chi lo boccia sa benissimo che le colpe sue sono relative. A prescindere dagli errori dei giocatori, di base non gli è stato dato modo di fare mercato. Non è questa la sua squadra, non sono questi i giocatori che avrebbe voluto. Non sono questi i giocatori funzionali al suo modo di fare calcio. Non ha senso prendere Ancelotti e poi non metterlo in condizioni di lavorare bene.
Chi lo promuove sa bene che i risultati sono estremamente negativi. Sono stati mancati tutti gli obiettivi stagionali. Mai in corsa per lo scudetto, fuori subito in Coppa Italia, fuori ai gironi in Champions, fuori al primo ostacolo in Europa League. La squadra non ha una sua identità, e non c’è stata alcuna valorizzazione della rosa a disposizione.
Nella valutazione di Ancelotti si pensa sempre e solo a De Laurentiis. Chi boccia Carletto non fa altro che prendersela col presidente. Ancelotti se ha una colpa è quella di non aver sbugiardato pubblicamente il suo datore di lavoro.
Chi promuove il tecnico lo fa per evitare critiche al presidente. C’è addirittura chi nega la bontà del lavoro di Sarri, i suoi 257 punti in tre anni. Perché oggi Sarri rappresenta un fallimento di De Laurentiis, è andato via perché non è stato accontentato sul mercato. Quindi se ne deve parlare male. Al contrario di Ancelotti, che pubblicamente non fa altro che parlare bene del presidente.
De Laurentiis una volta di più si palesa come personaggio divisivo. Anche la valutazione tecnica dei calciatori è influenzata. Ounas per alcuni è un potenziale campione, per altro un bidone assoluto. La verità è nel mezzo: ma nel nome di Aurelio ci si divide anche su di lui.

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