Serie A, caos per le Tv: è caccia al “pezzotto”

Per vedere la Serie A in TV serve il doppio abbonamento: scatta la caccia al pezzotto

E’ caccia al pezzotto. Manca un mese all’inizio del campionato  di serie A, e sta per scatenarsi una colossale caccia al pezzotto. La decisione della Lega di vendere i diritti Tv per fasce orarie, al momento, ha comportato un ritorno al passato. Quando all’albori della TV a pagamento per seguire le gare di ciascuna squadra era necessario avere due abbonamenti, Tele+ e Stream. Era il trionfo del pezzotto: fece anche gioco alle varie Tv, in quanto ingenerò in “bisogno” nei tifosi.

Adesso la situazione è ancora più paradossale: dopo anni in cui ci si è abituati a vedere tutto su una sola piattaforma, si è obbligati ad un doppio abbonamento. A meno di colpi di scena clamorosi, neanche Sky trasmette tutte le partite. Non solo: anche Premium, che ha comprato i seconda mano i diritti per 3 gare a settimana, dovrà andare solo su internet. La Lega ha deciso di vendere i diritti con pacchetti a orario, e ci può anche stare. In passato lo faceva in base alle piattaforme, satellitare, digitale terrestre, internet, e via discorrendo. Ma ciascun operato poteva comprare l’intero pacchetto di partite. Stavolta è stato vietato nel bando, salvo poi lasciare i diritti di rivendita.

Il fallito tentativo di Premium con la Champions

Cosa succederà adesso? L’idea che un tifoso possa fare due abbonamenti è pericolosissima per vedere le partite di Serie A, è fallita in altri ambiti. Ci aveva provato nello scorso triennio Mediaset prendendo in esclusiva la Champions. In questo modo sperava di strappare abbonati a Sky, o quanto meno obbligarli ad un doppio abbonamento. I risultati sono stati disastrosi. Adesso si riprova col campionato. Con l’aggiunta che stavolta non solo c’è da pagare un doppio abbonamento, ma c’è anche la doppia piattaforma, televisiva e su internet.

Portare i tifosi a smanettare su internet per vedere le partite è un azzardo. Perché, inutile provare negarlo, su internet le partite si possono già adesso vedere gratis. Senza considerare che il “pezzotto” già vola su internet alla grande, laddove non ce ne sono per la TV, o quanto meno sono poco noti. Un conto per un tifoso è pagare relativamente poco, accendere la televisione, vedere la partita. Altro pagare due volte, e dover anche smanettare sul computer, semmai su un 15 pollici quando si è abituati a vedere le partite su maxi schermi da 72 pollici, comodamente sul divano.Vero, si può collegare la televisione ad internet, ma non tutti sanno farlo, e non è comodo per nessuno.

Il ritorno alla grande del pezzotto

Ma questo è il meno. Se la gente deve in caso andare su internet alla fine capirà che si possono vedere gratis. Semmai un amico di un amico indica il sito arabo che le trasmette. O il portiere del palazzo, in modo compiacente, ti dirà che un amico di un suo lontano parente conosce chi, con 10 euro al mese, ti fa vedere tutto. E sarà l’inizio della fine. Il numero di abbonati calerà sempre più, e con essi i soldi che le TV saranno disposte a spendere.

E’ illegale, certo, ma non abbiano nessun dubbio che la cosa si farà. Semmai a Napoli saremo i primi a scoprirne i benefici. Ma poi arriverà anche a Milano e zone limitrofe. Tutta Italia saprà come vedere la serie A a prezzo molto contenuto

Si dirà: ma all’estero si vendono in questo modo, e nessuno si lamenta. Ma qui siamo in Italia, siamo abituati in un certo modo. E nel dna abbiamo stampato il concetto del diritto acquisito. Per altro: se Sky o Premium avessero aumentato di 5 euro al mese le tariffe nessuno se ne sarebbe accorto. Se si devono sottoscrivere due abbonamenti, con un aumento anche solo di 4 euro, tutti se ne accorgono. Si sentono l’eterna mucca da mungere, e si attrezzano.

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