Napoli: alla scoperta di Ricci, l’oro giovane della cadetteria

Gli azzurri vorrebbero il centrocampista dell’Empoli, uno dei gioielli più splendenti della Serie B. Conosciamone meglio le tante virtù, e pure qualche piccolo difetto.

Napoli, uno sguardo al futuro pensando alla Coppa

Esattamente tra una settimana, il Napoli riaprirà le porte del San Paolo, in vista della semifinale di ritorno con l’Inter. Chiaramente, in cima ai pensieri della squadra, c’è la partita contro i nerazzurri.

Ma il futuro degli azzurri non passa soltanto per la Coppa Italia. Secondo una previsione diffusa, il mercato post Covid sarà estremamente complicato. Per tale ragione, la società lavora alacremente sotto traccia, cercando di arrivare prima degli altri sui giocatori messi nel mirino.

La lista dei desideri di Giuntoli è ricca di nomi. Alcuni sono cerchiati in rosso, praticamente inavvicinabili. Altri sono sottolineati svariate volte. A testimonianza di quanto piacciano al direttore sportivo partenopeo.

Samuele Ricci, il gioiello in vetrina

Uno di questi è sicuramente Samuele Ricci: 19 anni ancora da compiere (è nato il 21 agosto 2001), centrocampista centrale dell’Empoli e della Nazionale, con cui ha preso parte sia all’Europeo Under 17 che a quello Under 19.

A Cristian Bucchi va riconosciuto il merito di avere fatto esordire Ricci in Serie B, il 21 settembre 2019. Alla quarta giornata, contro il Cittadella, davanti al pubblico di casa del Castellani, l’allenatore lo getta nella mischia a venti minuti dalla fine.

Al di là della freschezza atletica e dell’entusiasmo giovanile, da lì in avanti, le cose cambiano incredibilmente in fretta. In un crescendo rossiniano, Ricci, praticamente, si trasforma in una sorta di intoccabile. Bucchi intravede quelle qualità imprescindibili per essere il metodista della squadra. Il pivote che tesse il gioco, quando è schierato da vertice basso del triangolo di centrocampo, nello spazio davanti alla linea difensiva ed a ridosso della mediana.

Qualità e personalità, per essere un “ragazzino”

Nonostante gli sia stata attribuita, da subito, la responsabilità di dettare i tempi della manovra, Ricci non ha cambiato molto le sue consuetudini tecnico-tattiche. Quelle che gli avevano permesso di mettersi in evidenza già nella Primavera del club toscano.

Innanzitutto, è un giocatore che riduce all’essenziale le scelte di passaggio. Specialmente quando, nel sistema voluto da Bucchi, è stato chiamato a scandire i ritmi del rombo di centrocampo. Optando, di volta in volta, per la verticalizzazione verso il trequartista, piuttosto che ad allargare in direzione di una delle due mezz’ali, aperte ai suoi lati, predisposte a ricevere lo scarico.

Con un organico costruito per puntare alla promozione diretta, a novembre, dopo 12 partite e soli 17 punti conquistati, però, l’Empoli si ritrova a metà classifica. L’esonero di Bucchi è inevitabile. A sostituirlo, arriva Roberto Muzzi. Il cambio in panchina non produce conseguenze su Ricci. Al quale pure il nuovo allenatore consegna le chiavi del gioco.

Marcatura dedicata, come ai “grandi”

A quel punto, il fatto che il “ragazzino” cresciuto in Valdera,  fosse finito sotto i riflettori della critica, per la pulizia con la quale dirige la squadra, gli impone un’ulteriore evoluzione. Lo step successivo che Ricci si trova a dover affrontare, infatti, affinchè il suo modo di interpretare la regia sia funzionale alle esigenze di risalita in classifica dell’Empoli, è imparare a sottrarsi alla marcatura ad personam, predisposta per inaridirne l’efficacia costruttiva.

Così, come un vero Top Player, Ricci viene fatto oggetto di attenzioni particolari. Alle quali si sottrae, adottando idonee contromisure. Un pò indottrinato dallo staff tecnico. Molto, tuttavia, grazie alle sue innate doti di lettura delle situazioni. Caratteristica che, ovviamente, presuppone una capacità assai più matura, rispetto all’età anagrafica.

Tipo, palleggiare in maniera insistita con i due centrali difensivi, per invitare gli avversari ad alzarsi in pressione. E immediatamente dopo, uscirne attraverso la collaborazione delle mezz’ali, strette interne al campo, ma posizionate su altezze diverse, per favorire il giropalla, con il movimento palla avanti-dietro-dentro.

Il ruolino di marcia tenuto da Muzzi è deludente. L’Empoli conquista la miseria di 7 punti in 9 partite (4 pareggi, 4 sconfitte e soltanto 1 vittoria), convincendo il presidente Corsi al secondo cambio in panca della stagione. I toscani affidano l’incarico di responsabile tecnico a  Pasquale Marino. Neanche a dirlo, l’ex Catania e Udinese non viene lontanamente sfiorato dall’idea di affidare l’architettura della squadra a qualcuno diverso da Ricci.

Milan e Fiorentina, le concorrenti del Napoli

Che continua a crescere in maniera esponenziale. Attirando le attenzioni di non pochi club della Serie A. Nient’affatto spaventati dal lockdown, che ha paralizzato i campionati per tre lunghi mesi.

In effetti, secondo i soliti bene informati, il Napoli avrebbe cercato di portarsi avanti con il lavoro, in questo periodo di stasi dell’attività agonistica. Pare addirittura che gli azzurri, vogliosi di anticipare la concorrenza di Fiorentina e Milan, abbiano fatto pervenire all’Empoli una proposta vicina ai 12 milioni di euro. L’Empoli barcolla. Però non molla. Insomma, allo stato attuale dell’arte, la strada che porta a Ricci appare tutt’altro che spianata.

C’è da aggiungere una considerazione che travalica gli aspetti meramente “mercantili”. Difficilmente il Napoli lo prenderebbe per utilizzarlo come vertice basso. Ruolo coperto attualmente dall’inamovibile Diego Demme.

Verosimilmente, dunque, Ricci potrebbe occupare lo slot di mezz’ala. Visto e considerato, comunque, che rientra nell’alveo dei centrocampisti associativi. Dotati di discrete abilità tecniche, tali a sufficienza da consentirgli di mettersi in proprio – ricorrendo al dribbling oppure alla giocata di prima -, o collaborare con i compagni, per uscire dalla pressione.

In ogni caso, anche se è prematuro parlarne, l’etichetta di chosen one, con un futuro calcistico da predestinato, nessuno gliela toglie.

Francesco Infranca

 

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