Riforma della Champions: alla fine prevarrà l’idea di De Laurentiis!

La storia della Superlega è destinata a far parlare di se ancora a lungo. Una sola cosa è certa: così com’è la Champions League non andrà avanti. Così come sono, in formula extra large, i campionati nazionali non andranno avanti. Poi è tutto in discussione. Perché seda un lato ci sono i numeri, quelle delle federazioni e delle Leghe, dall’altro ci sono i soldi che arrivano solo dalle grandi società. Pensare di fare una riforma senza arrivare ad un accordo è folle.

All’accordo si arriverà, non c’è dubbio. E dopo questo accordo il calcio non sarà più lo stesso.
Bisognerà trovare una mediazione che salvi capra e cavoli. Che aumenti il numero delle partite internazionali, e che salvaguardi il principio della meritocrazia. E l’ipotesi migliore, la più sensata, udite udite, è quella di De Laurentiis. Il presidente de Napoli parla ovviamene “cicero pro domo suo”. Ha pensato ad un modello di calcio perfetto per quello che sono le esigenze del Napoli. Sostanzialmente con l’abolizione dell’Europa League, e con tutte le squadre che partecipano ad un’unica manifestazione, la Champions. Con 8 giorni non più di 4 squadre ciascuna, ma di 8. Magari di dieci squadre. Per allargare la base dei partecipanti ed il numero di gare disputate da ciascuna.

I campionati nazionali avrebbero salvo il loro ruolo fornitori di squadre per il torneo europeo, ma a tempo stesso sarebbero anche destinati a ridurre i loro organici. Perché a questo punto non sarebbero tollerabili più di 16 squadre. Anche questa formula finirebbe col penalizzare qualcuno. Perché con una serie A a 16 squadre non ci sarebbe spazio per le piccole realtà di provincia che di tanto in tanto arrivano in A. Chievo, Empoli, Frosinone, lo stesso Sassuolo farebbero tanta fatica. E di volta in volta sarebbe costrette a giocarsi la salvezza Bologna, Udinese, semmai Genoa, Sampdoria, perché no, anche Torino e qualche altra. Ma avere in A Chievo e compagnia cantando è un costo eccessivo per le altre consorelle.

Si arriverà a questa soluzione? Molto probabile. E’ la più logica, la più sensata. Quella che piace di più alle TV e di conseguenza quella che produce più soldi. Non è un caso che la proposta è stata avanzata, anche, da De Laurentiis. Lui se ne frega della tradizione e della passione dei tifosi. Pensa solo allo spettacolo, ai soldi. Ma in questo caso ha ragione

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