Poco alla volta sta diventando il Napoli di Ancelotti

Ancelotti sta facendo un lavoro importante e difficile. Ha ereditato una squadra che era una macchina perfetta, ma anche una macchina che n un certo senso aveva esaurito il suo ciclo vitale. Un cilco avviato da Benitez, e portato splendidamente a compimento da Sarri. Un ciclo che non ha portato titoli, ma che ha visto il Napoli essere ai vertici del calcio italiano.
Il compito di Ancelotti era, e resta, molto complicato. Non si poteva da subito rivoluzionare la squadra. Il rischio di restare fuori dalla zona Champions al giorno d’oggi non puoi permetterti di correrlo a cuor leggero. Sono in ballo tanti soldi, soldi per una società come quella del Napoli vitali per restare a certi livelli. Nessuna rivoluzione, quindi. Ma avvio di una programmazione per ringiovanire il gruppo, senza farlo mai calare troppo nel rendimento. Cosa complicata, e che richiede tempo. Ho letto da qualche parte che questo è un anno perso, che la rivoluzione andava avviata subito, con più coraggio, iniziando a dar via coloro che hanno superato i 31 anni. Ma era operazione rischiosa.
Ancelotti si è trovato a gestire sostanzialmente la stessa squadra degli ultimi anni, con un metro di paragone impegnativo anche per uno come lui. Non ha stravolto il gioco, almeno inizialmente. Salvo poi poco alla volta iniziare ad introdurre qualche correttivo. E poco alla volta sta introducendo anche nuovi giocatori che prenderanno il posto di coloro che dovranno andare via.
Oggi iniziamo a vedere davvero il Napoli di Ancelotti. Un Napoli che non è scintillante come quello di Sarri, magari non è neanche forte come quello. Ma che ha avviato il rinnovamento. Il vero Napoli di Carletto lo vedremo l’anno prossimo. Sempre che la società lo supporti sul mercato. Perché per vincere prima ancora che i grandi allenatori servono grandi calciatori.

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