Napoli, senza umiltà e senza concentrazione non si va da nessuna parte

Capita, capita di giocare male. Di scendere in campo convinti di avere già vinto. Capita di prendere due pali, e un arbitro che ti nega un rigore che pare eclatante, anche senza vedere la Var. Ma il calcio è questo: capita di non vincere partite che sulla carta non dovrebbero neanche iniziare. Ed in casi come questo non c’è altro da fare che abbassare la testa Chiedere scusa e resettare, in attesa del prossimo impegno. Il Napoli gioca male e non batte il Chievo che è venuto a Napoli per altro neanche a fare le barricate. Ha giocato la sua partita, senza infamia e senza lode. Mettendo in campo concentrazione massima, attenzione, e quei giocatori di esperienza che sono sempre stati nel suo dna.

Ancelotti ci ha messo del suo, questa volta. Del resto a furia di cambiare formazione ogni volta ti capita di steccare. Ha messo in campo un Napoli senza capo ne’ coda, con Ounas esterno di centrocampo. La squadra aveva raggiunto un suo preciso equilibrio con un 4-4-2 che stavolta non c’è stato.

Occasioni per vincere il Napoli ne ha avute, ma poteva anche perdere. Ha calciato un numero impressionante di calci d’angolo, senza per altro mai essere pericoloso. Il che è strano per una squadra che lo scorso anno era la migliore in questo ambito. I giocatori sono gli stessi, non si capisce perché stavolta non funziona.

Ma adesso la cosa fondamentale è resettare, domani è un altro giorno, soprattutto mercoledì c’è un’altra partita. E la secchiata gelata rimediata contro il Chievo terrà alta la concentrazione. La Juve se ne va, ma questo lo sapevamo. Del resto la Juve queste partite le vince, anche perché alla Juve certi rigori, anche meno netti, li danno…

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