Napoli sempre più simile alla Juve: vince anche giocando male

Sul filo del rasoio anche contro la Spal. Rimonte, sorpassi strappati nel secondo tempo e vittorie sudate per non saper chiudere la gara. Dopo Cagliari, ultima tappa batticuore, sabato pomeriggio contro la formazione estense l’ennesima gara sofferta. Il thrilling si addice al Napoli. Ma i tifosi faranno bene ad abituarsi perché vincere partite come quelle contro la Spal significa vincere allo stesso modo in cui la Juventus ne vince tante. Solo che in quel caso si parla di cinismo e… A Napoli, non va bene. Si deve giocare sempre alla grandissima, vincere nettamente e dare spettacolo. Insomma, si vuole la moglie ubriaca e la botte piena.
Non c’è tempo per pensare perché a Santo Stefano si va a San Siro in uno stadio da sold out, alla faccia delle feste e della crisi, a conferma che il calcio tira sempre. Figurarsi se nel campionato ci fosse competizione vera.
Brutta gatta da pelare l’Inter reduce dal pareggio contro il fanalino di coda Chievo. Ci sarà da correre e dare l’anima perché i neroazzurri vorranno finire bene l’anno davanti al proprio pubblico dopo la delusione veronese. Spalletti, con il fantasma di Mourinho e l’incubo Conte alle spalle, vorrà convincere i suoi molti detrattori di essere allenatore da…Inter. Scettici i tifosi interisti sul valore del tecnico di Certaldo e sulle sue capacità tecniche, tattiche e psicologiche. Eppure l’Inter è cresciuta, più esperta e forte fisicamente, tanto da essere annoverata alla vigilia come la vera anti-Juve. L’arrivo di Marotta, scaricato dalla Juventus, dovrebbe dare maggiore equilibrio alla società e alla stessa squadra. Il Napoli sarà un test importante visto che gli azzurri sono lontani 8 punti. Ma è partita importante seppur non decisiva anche per gli azzurri. Ancelotti non deve essere rimasto troppo contento dopo la striminzita vittoria contro la Spal che però ha detto che il Napoli può contare su un potenziale fenomeno tra i pali, vista la prestazione di Meret che è valsa i tre punti. Buon per gli azzurri aver finalmente capito cosa può dare questo giovanotto che al 92’ è sembrato un giaguaro, degno in tutto e per tutto del soprannome già di Luciano Castellini.
Il Napoli dovrà cacciare gli attributi e tirare fuori giusta rabbia agonistica e intensità per dimostrare di essere l’unica squadra in grado di impensierire la Juventus. Scenderà in campo il Napoli visto in Champions fino alla notte di Liverpool o Ancelotti s’inventerà qualche mossa a sorpresa? A mio sommesso avviso, per questa partita ci sarà da evitare al massimo sorprese o “esperimenti” di qualsiasi genere.
Le premesse per una notturna da fuochi d’artificio ci sono tutte. L’Inter cercherà la vittoria per riavvicinare il Napoli e il sapore del big match non lascerà spazio alla squadra titubante, abulica, poco coesa vista più volte in questa stagione. Il Napoli, dal canto suo, con gli 8 punti di vantaggio deve giocare per “fare” la partita in modo tale da intimidire i neroazzurri, magari sfoderando un pressing non asfissiante ma intelligente. Ancelotti, insomma, potrà impostare una partita di manovra svelta ma “ragionata” forte di un vantaggio non solo di punti in classifica ma anche mentale, psicologico. Nessun “Sturm und Drang” dal vago sapore “romantico” ma solo una copertura razionale del campo per non aprire spazi invitanti ai neroazzurri che certamente cercheranno il possesso delle operazioni. Servirà una squadra compatta, capace di muoversi all’unisono dalla terza alla prima linea e approfittare delle possibili amnesie dei neroazzurri. Sarà probabilmente un match sul filo dell’equilibrio, dove l’invenzione di uno dei tanti ottimi interpreti in campo potrà determinare il tipo di gara e risultato. Toccherà a Insigne o a Milik piuttosto che a Icardi? Ci sarà la zampata di Fabian Ruiz o Allan invece che Perisic o Joao Mario? E se fossero decisivi i difensori, Albiol Koulibaly e Ghoulam per il Napoli, Skrinjar, Devrji e D’Ambrosio per l’Inter ? Mercoledì sera sarà tutto più chiaro. Battere l’inter significherebbe aver quasi blindato il secondo posto ma ancor più continuare a sognare a tre colori, e far capire alla “Vecchia Signora” che non può concedersi distrazioni. Con un intero girone di ritorno da giocare è ancora tutto possibile. Poi, chi vivrà vedrà.

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