Il Napoli impone a Salvini… il rispetto della legge

Il Napoli obbliga Salvini a rispettare la legge

Alle parole di Salvini ha risposto il Napoli: “In caso di cori razzisti ci fermiamo lo stesso, a costo di perdere la partita”. Parole dure che non ammettono repliche. Per altro non deve essere il Napoli a fermare una partita, ma deve essere il responsabile dell’ordine pubblico.
In un Paese civile non deve essere una società di calcio a decidere cosa fare o non fare in una data situazione. Ci dovrebbero essere delle leggi a regolare il tutto. Ma qui siamo al paradosso: il Napoli è pronto a disubbidire al Ministro degli Interni che aveva proposto di violare la legge.
E si, perché le cose stanno così: la legge, o per meglio dire il regolamento calcistico, prevede la sospensione della partita. Non essendoci una legge dello stato che regola la materia, fa fede il regolamento. Quindi il Ministro ha proposto una cosa illegale.

Avesse detto solo questo Salvini potremmo anche passarci sopra. Ha anche detto che di qui in avanti ci sarà tolleranza zero coi violenti e coi razzisti. La qualcosa vuol dire che in passato i suoi predecessori, e tutto sommato anche lui, che ormai è al governo da mesi, non hanno fatto rispettare la legge. Perché in Italia ci sono leggi che impongono di punire certe cose.

Il razzismo è contro la Costituzione

La parità degli uomini a prescindere da sesso, razza, religione e idee politiche è nella Costituzione. E sicuramente chi scatena quel putiferio per strada con razzi, petardi, catene, coltelli e roncole (!!!) viola qualche norma penale. Sin qui secondo il Ministro degli Interni la legge non è stata applicata.
Uno dirà: ma possibile che hai cambiato idea in 24 ore, visto che ieri hai scritto l’opposto? Non ho cambiato idea: chiudere le curve e vietare le trasferte ai tifosi è orribile, e si puniscono la stragrande maggioranza dei tifosi che non sono violenti. Mi sta benissimo il progetto Salvini. Ma deve prima cambiare le leggi, passare al vaglio delle Camere, poi può dire certe cose. Al momento le leggi dicono una cosa diversa. E non è il Napoli che deve fermarsi, ma chi di dovere, arbitro e responsabili ordine pubblico, che sono obbligati a sospendere le partite.

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