Napoli, perché la responsabilità è dei giocatori

Il Napoli è una polveriera. In molti accusano De Laurentiis, Ancelotti padre e figlio. Il momento è negativo da tempo e la squadra si esprime al 50% delle proprie possibilità, tenendoci anche larghi. Il Napoli ha totalizzato 44 punti nel girone d’andata 2018/2019, per poi calare nel ritorno. Quest’anno, dopo alcune partite di livello, la squadra è caduta in un vortice.

Contro il Salisburgo è arrivato un 1-1 importantissimo ai fini della qualificazione, ma per larghi tratti il pallone è stato nei piedi degli ospiti. Avversari di livello, spinti dalla forza dei nervi distesi e da un’ottima condizione fisica, ma il Napoli era spaesato. A fine partita si pensava che gli azzurri festeggiassero questo punto che, in condizioni come queste, è d’oro. Non è stato così. Dopo la decisione della società di andare in ritiro, i calciatori del Napoli si sono ammutinati, con tutti gli strascichi e le conseguenze del caso. La tifoseria ha contestato i calciatori e, tra i più bersagliati, c’è stato Allan.

Sembra proprio che i senatori siano contro Ancelotti. La squadra non gioca seguendo il tecnico e i risultati si stanno vedendo. Giocatori come Insigne, Allan, Mertens o Callejon sono contro gli Ancelotti, più Davide che Carlo. Quando ci sono questi evidenti e conclamati problemi di spogliatoio, le ripercussioni non possono che essere negative.

E, come se non bastasse, giocatori ma anche allenatore, sono stati totalmente contrari alla scelta del presidente Aurelio De Laurentiis di mandare la squadra in ritiro. Gesto sicuramente discutibile, un ammutinamento senza precedenti nel Napoli e assolutamente ingiustificato. Il post-match contro il Salisburgo rischia di segnare la stagione e De Laurentiis è chiamato a una decisione drastica. Impossibile cacciare vari calciatori. La sensazione è che il ciclo fosse finito e che fosse necessario rinnovare la rosa. La società ha speso, ma non ha ceduto al momento giusto.

A prescindere dalle dichiarazioni di facciata, Lorenzo Insigne è una persona che ha creato problemi. Nonostante non sia diventato un calciatore top a livello internazionale (alcuni gol o assist decisivi in Champions non lo rendono tale), il ragazzo di Frattamaggiore ha preteso spesso degli aumenti, ergendosi su un piedistallo. I contrasti con gli Ancelotti sono stati evidenti. Ad Insigne si sono uniti altri elementi dello spogliatoio. Il Napoli è diventato una polveriera. Alla società va la colpa di non aver ceduto alcuni elementi, Insigne in primis, decidendo di non accontentarsi di cifre più basse rispetto a quelle richieste. Gli sforzi sul mercato sono stati effettuati, ma il Napoli ha ceduto organizzatori di gioco, tenendo in rosa elementi sicuramente problematici.

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