Napoli: Ospina si prende la maglia da titolare?

Gli equilibri tra i due portieri del Napoli, da quando Gennaro Gattuso è sbarcato all’ombra del Vesuvio, sono mutati progressivamente ma inesorabilmente. Prima che Ringhio s’accomodasse in panchina, infatti, la differenza tra titolare e dodicesimo era tutt’altro che sottile.

Alex Meret aveva scavato un piccolo solco nelle gerarchie. E la sua posizione, durante la gestione di Carlo Ancelotti, pareva talmente intoccabile, che soltanto gli infortuni ne avevano condizionato il rendimento. Suggerendo l’alternanza con David Ospina

Una volta avvenuto il cambio di guida tecnica, Meret ha perso improvvisamente lo status di protagonista indiscusso dell’undici di partenza. Al punto da generare un dubbio amletico nel nuovo allenatore circa la possibilità di defenestrare il giovane estremo difensore. A tutto vantaggio del colombiano.

In questo c’entra molto l’evoluzione del sistema di gioco. Dal calcio liquido al gioco posizionale, la rapidità nell’esecuzione di precisi scambi tra portiere e difensori è diventata fondamentale.

Sia ben inteso, Meret è un patrimonio della società, che ha investito una somma considerevole nel talento dell’ex Udinese.

Dal canto suo, in tutti questi mesi, l’Airone azzurro ha lavorato tantissimo con il nuovo preparatore di portieri, Valerio Fiori. Con cui ha avuto modo di affinare la capacità di dialogare efficacemente assieme ad i compagni di reparto, alla stregua di un giocatore di movimento.

Indubbiamente, lo staff tecnico azzurro ha apprezzato la personalità di Meret, che ha cercato di modificare in maniera sostanziale il suo approccio al ruolo.

Eppure, in questo momento della stagione, Ospina si lascia preferire. Non solo per quella caratteristica tipica, che lo rende un portiere moderno. Rispetto alla concorrenza, sicuramente più funzionale con i piedi, nella costruzione della manovra dal basso: marchio di fabbrica indelebile della filosofia calcistica imposta da Gattuso al suo Napoli.

Ovviamente, il modo migliore per legittimare la maglia da virtuale “numero uno” è quello di mantenere la porta inviolata. Ieri, a Bologna, dopo aver fatto sostanzialmente da spettatore non pagante per 70’, senza aver compiuto un solo intervento con le mani, Ospina ha letteralmente inchiodato i tre punti alla classifica, con due parate salva risultato.    

L’aver strozzato in gola le velleità di segnare ad Orsolini e Palacio sono il frutto di un’abilità nella lettura della situazione. Oltre che del giusto posizionamento. In virtù del quale è arrivato a chiudere tempestivamente lo specchio della porta.

In effetti, Ospina s’è opposto all’uno contro uno, rimanendo consapevolmente in piedi fino alla fine. E proprio non aver anticipato l’intervento, andando a terra un momento prima che venisse scoccato il tiro, ha messo in crisi gli attaccanti felsinei.

E’ comprensibile che attualmente lo stato d’animo dei due portieri a disposizione di Gattuso sia agli antipodi. D’altronde, stare in panchina non piace a nessuno.

Un allenatore, tuttavia, deve prendere una decisione. Perché, assodato che all’estremo difensore deve essere garantita una certa continuità, affinchè resti sereno e non commetta errori madornali.

Al contempo, la continua evoluzione del gioco presuppone di cambiare l’approccio al ruolo. Predisponendo comunque una certa alternanza. Trascurare, dunque, la possibilità di dover ricorrere alla turnazione tra i pali, potrebbe risultare poi dannoso nell’economia dell’intera stagione, qualora effettivamente la cd. “riserva” dovesse venire chiamata in causa.

Da questo punto di vista, con Ospina e Meret, il Napoli è abbondantemente coperto…

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