Una sconfitta è sempre una sconfitta, uscire a testa alta non significa nulla

Napoli, sconfitta che brucia e segna i limiti della squadra

Vincere nello sport non può essere considerata la sola cosa che conta, non ci sono dubbi. Ma non possiamo certo dimenticare che si scende in campo per vincere. Ed ogni sconfitta è tale, una sconfitta. Uscire a testa alta non significa altro che si è fatto il possibile per evitare la sconfitta, il che diciamo così è il minimo sindacale. La sconfitta del Napoli a Liverpool non va drammatizzata, ma esaminata per quello che è.

Ieri sera gli azzurri hanno perso meritatamente. Di più: la sensazione è che se al Liverpool fosse servito vincere 2-0 l’avrebbe fatto comodamente. Quindi nessun rimpianto per il gol della Stella Rossa, anche se fu grave non aver considerato la differenza reti.
Si dirà: si sapeva in partenza che il Napoli non fosse all’altezza di certi rivali. Vero, l’abbiamo scritto in varie circostanze. Si è scritto anche che era stata fatta una mezza impresa ad arrivare, nel girone di ferro, in lotta all’ultima giornata. Tutto vero, per amor di Dio. Non di meno non possiamo esimerci dallo scrivere quello che abbiamo visto. Vincere non è la sola cosa che conta, ma non si può oggi come oggi entrare in campo solo per partecipare. E quando non si vince non si può essere soddisfatti, significa che qualcosa non ha funzionato.

In Europa League con l’obbligo di provare a vincere

Ovvio che adesso non è il caso di gettare via il bambino con l’acqua sporca. C’è qualcosa di buono da cui ripartire. Con un vantaggio: il Napoli oggi, ove mai ce ne fosse stato bisogno, conosce i suoi limiti. Nessuno più di Ancelotti si sarà reso conto su quali giocatori poter contare, e su quali no. Alcuni ieri sono parsi pesci fuor d’acqua.
Una cosa ci è piaciuto molto: dopo la gara invece di piangersi addosso Ancelotti ha detto che adesso si dovrà vivere una Europa League da protagonisti. Si gioca per vincere. Si abbassa il livello delle rivali, e facendo tesoro dell’esperienza fatta si può crescere.

Magari evitando di ripetere gli errori fatti. Il Napoli non ha perso la qualificazione ieri sera, non l’ha persa a Belgrado, e non l’ha persa neanche a Parigi. Il gol di Di Maria al minuto 93 è stato una beffa, ma fa parte del gioco. Il Napoli è fuori perché quando aveva la possibilità di chiudere i conti, in casa col PSG non ha osato. Ha confidato nel Liverpool che non perdesse al Parco dei Principi. Dopo un primo tempo di paura, l’inizio ripresa era stato folgorante. Bisogna insistere, semmai rischiare di perdere per provare a vincere. Non fu fatto. Errore grave, alla resa dei conti fatale.

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