A Dio piacendo anche quest’anno Dimaro ce lo siamo tolti dalla palle…

Chiuso il Villaggio turistico, il Napoli può dedicarsi al calcio

A Dio piacendo, e con la benedizione del Cardinale Sepe, anche questo ritiro a Dimaro ce lo siamo tolti dalla palle. Più passano gli anni più si capisce come si tratti di un rituale anacronistico. Che mette poco o nulla dal punto di vista sportivo, e purtroppo porta anche pochi benefici economici al Napoli. Dimaro è una sorta di Villaggio Turistico, ed i giocatori ne sono gli animatori. Alla fine si fanno sempre le stesse cose. Quest’anno di nuovo c’è stato il “gioco aperitivo”, il “vero o falso” inventato da De Laurentiis in collaborazione con Walter De Maggio.

Il presidente del Napoli di questo Villaggio Turistico è decisamente il capo animatore, il grande protagonista, colui che tutto muove. In un’era in cui il calcio si tenta di far diventare uno spettacolo prima ancora che uno sport, ci può stare anche una cosa del genere. Che di certo non fa male, che anzi permette ai tifosi di essere vicino ai giocatori.

La sensazione è che tutto quello che è accaduto a Dimaro ha molto poco a che vedere col mondo del calcio. Fa molto folklore moderno, ma poco calcio. Oggi i calciatori si preparano per fatti loro, sono professionisti a tutto tondo, non sgarrano. Il tecnico, come disse anche Ancelotti, ha da lavorare solo sull’aspetto tattico. Il ritiro in montagna come si faceva 30 anni fa non ha motivo di esistere. E’ solo un piacevole diversivo per i tifosi.

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