Napoli vs Atalanta, un duello tra allenatori diversi

Finalmente il Napoli torna in campo. Si ricomincia a giocare. A parlare solo ed esclusivamente di calcio, piuttosto che di pandette e brocardi giuridici. La partita di oggi con l’Atalanta offre numerosi spunti critici.

Ma è innegabile che rappresenti pure due modi diversi di interpretare la gara. Un approccio all’evento agonistico che differenzia la squadra di Gennaro Gattuso da quella di Gian Piero Gasperini.

Entrambi hanno un’idea tattica precisa. Funzionale ad esaltare le caratteristiche dei singoli e la qualità complessiva della rosa a loro disposizione.

Ben delineata dai rispettivi sistemi di gioco. Ovvero, dalla posizione statica dei giocatori in campo.

Eppure, azzurri ed orobici si differenziano per la capacità di lettura delle diverse situazioni.

La proposta “estrema” della Dea è quella di creare un riconoscibilissimo marchio di fabbrica, che si traduce nella volontà di non adattarsi alla controparte. Gasperini, infatti, non muta mai l’approccio all’avversario di turno.

I nerazzurri, dunque, non possono fare a meno di lavorare continuamente sulla ricerca degli automatismi, all’interno di una certezza strategica: il 3-4-2-1.

Coerentemente, con questa impostazione dottrinale, a Gasperini va riconosciuto il merito di aver dimostrato con i risultati e non a chiacchiere, che l’Atalanta rappresenta l’unica realtà progettuale dell’intera Serie A.

Non soltanto confinata in provincia, bensì esportabile anche a livello internazionale, nonostante un fatturato strutturale sicuramente lontano dai principali Top Team europei.

Il Napoli, al contrario, punta tantissimo sulla capacità di dominare il gioco attraverso la ricerca di un vestito tattico modulabile, individuato di volta in volta da Ringhio per valorizzare, sfruttandolo al meglio, il potenziale offensivo dei partenopei.

Ovviamente, lo sviluppo della fase di non possesso palla rappresenta il rovescio della medaglia per una squadra fortemente proattiva.

Paradossalmente, l’assenza contemporanea di Insigne, Zieliński ed Elmas favorisce, almeno sulla carta, un maggior equilibrio nel disegnare l’undici da opporre agli orobici.

Il problema maggiore, questo pomeriggio, potrebbe essere la comprensione di come e quando pressare l’Atalanta. Specialmente alla luce della posizione che Gómez deciderà di occupare.

Effettivamente il Papu è un giocatore eclettico, dalla smisurata intelligenza calcistica. Devastante sulla trequarti. Ma in grado di muoversi efficacemente anche in zona di costruzione. Si abbassa fino alla linea dei suoi difensori, per impostare liberamente il gioco, favorendone lo sviluppo in fascia, attraverso i movimenti dei cd. “braccetti”: Hateboer e Gosens.  

Ecco, con Fabián Ruiz e Bakayoko probabilmente schierati contemporaneamente, il Napoli dovrà comprendere come accompagnare la pressione ai portatori bergamaschi. I due metodisti dovranno sobbarcarsi un surplus quantitativo, che comunque non dovrà pregiudicarne la proverbiale qualità nella risalita della palla dal basso.

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