Con Ancelotti non è cambiato nulla…

Il mercato non è ancora neanche iniziato

Quella che sta per iniziare sarà la prima settimana di mercato, nonché l’ultima senza il Napoli. Non si direbbe ma è così: anche se giornali, siti, televisioni sono impegnati in bilanci consuntivi, il mercato non è ancora iniziato. Il Napoli, giusto per capirci, non ha fatto nessuna operazione: non ha venduto Jorginho, non ha comprato nessuno. Anche il contratto di Verdi potrà essere solo da lunedì mattina. Alex Meret, Orestis Karnezis, Fabiàn Ruiz e Steafn Laine non hanno neanche perfezionato il passaggio. E lo stesso Jorginho è ancora azzurro, in attesa che il City faccia l’ultimo piccolo passo.

Per adesso si sta commentando il mercato come a chiusura delle urna si commentano i risultati elettorali in base agli exit pool. E’ chiaro però che i segnali che arrivano sono abbastanza eloquenti: chi immaginava che con Ancelotti si svoltasse è rimasto deluso. Si era parlato di Vidal, David Luiz, Benzema: giocatori fatti e finiti, gente di personalità proporzionata all’ingaggio pretese. Nulal di tutto questo. Sono arrivati, sono in arrivo per meglio dire, ragazzi di grandissima prospettiva, ma inesperti, e con ingaggio contenuto.

Meret segnale di continuità nella politica del Napoli

Prendete il caso di Meret, tutti ne parlano benissimo da quando giocava nelle squadra allievi dell’Udinese. Era lui e non Scuffet (che a 17 anni era titolare in A) il predestinato del vivaio friulano. E’ stato chiamato in nazionale A quando giocava con la Spal in serie B. Dopo appena 13 partite in massima serie ha già una valutazione stratosferica, resta il fatto che non ha esperienza. Resta la sensazione che sia stato preso perché ha un ingaggio contenuto, e perché promette di fare una plus-valenza monstre in futuro.

Meret è fortissimo, ma mettiamo in conto che farà qualche errore. Si dirà: tutti i portieri sbagliano qualcosa in una stagione, ha sbagliato anche Reina lo scorso anno. Vero, ma oltre a questi errori vanno messi in conto gli errori di crescita, che sono assolutamente fisiologici. Lo si è visto anche con Donnarumma, altro fenomeno-ragazzino, più fenomeno e più ragazzino dello stesso Meret. Prendendo l’ex portiere della Spal il Napoli ha messo in conto di lasciare qualcosa per strada. Dal punto di vista economico un’operazione perfetta, da quello dei risultati no. Sappiamo per certo che era stata tentata anche la strada Donnarumma: costo maggiore, ingaggio più alto, ma spirito dell’operazione identico. Era quasi tutto fatto, solo che in questo momento al Milan non si capisce nulla, e De Laurentiis non poteva più aspettare.

Un 31enne arriverà solo se ne escono un paio già in rosa

Anche di Fabian Ruiz si parla benissimo, resta il fatto che per lui vale lo stesso discorso. Non è certamente un giocatore che ha raggiunto la massima maturazione. Un altro pagato abbastanza, che prende relativamente poco di ingaggio, che potrò essere oggetto di una mostruosa plus-valenza. A riflettere bene sulla cosa il Napoli ha sempre fatto così. Ha sempre preso giocatori giovani (Higuain aveva 25 anni) pensando anche alla possibilità di rivenderli.

Prendere un 31enne che guadagna molto non rientra in questa ottica. Magari quest’anno ne arriverà uno, se allo stesso tempo usciranno suoi coetanei dall’ingaggio alto (Hamsik, Callejon, lo stesso Mertens). Ma la politica non cambia, e tutto sommato è anche giusto così, queste sono le potenzialità del Napoli, in questo momento. Quello che non ha senso è pensare che l’arrivo di Ancelotti potesse aver cambiato le cose: non è cambiato nulla.

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