Napoli promosso o bocciato? Ecco come giudicare il lavoro di Ancelotti

Napoli, bilancio di fine stagione

Il calcio è molto più semplice di quanto lo si voglia far credere. Soprattutto quando si tratta di fare un bilancio consultivo. Ci sono parametri molto semplici da tenere in conto. E non si tratta di essere conoscitori di chissà quali aspetti tecnico- tattici. Discrso che vale per tutti, non solo per il Napoli, ovviamente

Ci sono i risultati, innanzitutto. Chi vince ha ragione. Ovviamente non possiamo valutare i risultati senza tener conto delle premesse della vigilia. Parma e Cagliari non hanno vinto nulla, ma poiché il loro obiettivo era la salvezza, il bilancio è positivo. La Juve ha vinto lo scudetto, ma poiché l’obiettivo era la Champions, per il quale non ha risparmiato investimenti importanti, ha fallito.

Non si può non tenere conto di quello che è il “percepito” di una stagione. Se i tifosi mostrano di gradire il bilancio è positivo. Se lasciano lo stadio vuoto il dato non è per nulla positivo.

L’emozione un paramero soggettivo

C’è un parametro, questo soggettivo, ma importante: l’emozione che si suscita. Una squadra che emoziona i propri tifosi può essere soddisfatta del lavoro fatto. Una squadra che annoia non può essere promossa.

C’è poi, fondamentale, il lascito per il futuro. Se il “progetto” dà la sensazione di essere in crescita, si può essere larghi di manica nel voto finale. Se la sensazione è quella di dover cominciare da capo c’è poco da essere soddisfatti.

Dulcis in fundo, ma non meno importante, la crescita del gruppo. Se nel suo insieme il gruppo è migliorato, se si è valorizzato, il bilancio è positivo. Altrimenti il bilancio non può che essere fallimentare.

Non diciamo nulla, ognuno ha la capacità di fare le proprie valutazioni. E fare il bilancio stagionale del Napoli

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ps: facendo un passo indietro nella mente giudicate anche la prima stagione di Sarri al Napoli. Così, giusto per farci quattro risate.

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