Un fantasma chiamato Cristiano Giuntoli

Giuntoli non si vede e non si sente

Nel Napoli c’è un fantasma: Cristiano Giuntoli. Di lui tutti dicono sia bravissimo, che conosca tutti i giocatori di questo mondo. Ma è l’unico direttore sportivo di serie A di cui a stento si conosca la voce. Ma giusto perché di tanto in tanto parla prima della partita. Quelle dichiarazioni assolutamente inutili che le TV a pagamento impongono.

Eppure mai come in questo momento in cui manca del tutto la voce del presidente (meglio così!) sarebbe il caso che si facesse sentire. Che provasse a spiegare, se può, qual è la strategia ispiratrice del mercato azzurro.

Giuntoli non parla (e nessuno per altro insiste affinché lo faccia) perché si ha la sensazione che lui nel mercato azzurro non abbia avuto peso. Ci si interroga se le scelte sono state fatte da De Laurentiis piuttosto che dal tecnico. Laddove la persona che avrebbe dovuto occuparsene per statuto è il direttore sportivo. Un’anomalia tutta napoletana, non c’è dubbio. Anche i presidenti più accentratori, diciamo alla Zamparini, Lotito, Preziosi hanno sempre ds presenti, pesanti e pensanti al momento delle scelte. Nella Lazio non è un mistero per nessuno che la fortuna di Lotito sia Igle Tare.

Nel Napoli è come se il direttore sportivo non esistesse. Non ha potere di scelta, ed anche quando c’è da firmare un contratto spunta il mitico Chiavelli, l’uomo delle clausole infinite.

Il diesse del Napoli è Aurelio De Laurentiis

Il paradosso di queste ore è che nessuno muove accuse di sorta a Giuntoli. E non perché non ci siano critiche da fare (si farebbero a prescindere, anche se non ci fossero motivi validi). Nessuno tira in ballo il direttore sportivo azzurro perché a nessuno viene in mente che possa avere potere decisionale. E difatti nei giorni caldi mercato lui è a Dimaro, e non a Milano o altrove a fare trattative.

E’ più un team manager che un diesse. Come del resto prima di lui capitava a Bigon. L’unico che al Napoli ha fatto sul serio il direttore sportivo, anzi il direttore globale, è stato Pierpaolo Marino. Poi ha sempre fatto tutto De Laurentiis. Presidente atipico. Non un mangia allenatori, non uno che mette becco sulle scelte di formazione. Ma uno che fa il lavoro del direttore sportivo a tutto tondo.

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Napoli ed una sosta nel momento peggiore

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