Genoa-Napoli 2-3. Gli azzurri ancora corsari.

Spettacolo a Marassi.

Dopo due anni ad assistere a 0-0 il pubblico di Marassi, questa sera si sarà divertito e non poco. Ancor di più si saranno, ovviamente, divertiti i supporters del napoli che ritornano alla vittoria, e si riprendono il primo posto. Gara dura quel col Genoa, vinta in rimonta di testa e di cuore, con tanto di sofferenza finale. Mattatore della serata, quel Dries Mertens che per molti era stanco ed aveva bisogno di riposo.

PRIMO TEMPO – Prima lo spavento poi il sorpasso

Per il turno infrasettimanale, mister Sarri vara un leggero turnover. Fuori Albiol, Allan e Jorginho, dentro Chiriches, Zielinski e Diawara.

Pronti via e subito Insigne sfiora una rete magica col classico tiro a giro, ma è solo un’illusione. Sul capovolgimento di fronte, Koulibaly esce a vuoto e Taarabt si invola verso Reina e lo batte con un diagonale perfetto, per i marocchino è il secondo goal contro gli azzurri. Il Napoli non si scompone e gioca come sa. Ad un certo punto della gara, però, sale in cattedra il professor Mertens.  Al 14′ la prima gemma. Una punizione perfetta da 22 metri che non lascia scampo a Perin. Il vero capolavoro però, Mertens lo fa al 30′. Su lancio millimetrico di Diawara il belga in tre secondi stoppa di destro e col sinistro fulmina Perin per il sorpasso azzurro. Gli uomini Sarri vanno vicinissimi al terzo goal prima con Mertens, poi con Hamsik ed infine con Zielinski, tutto nella stessa azione. Sullo scadere del primo tempo un tiro di Lazovic deviato da Koulibaly per poco non beffa un Reina molto attento. SI va al riposo sul 2-1 per gli azzurri.

SECONDO TEMPO – Mertens la chiude, Izzo la riapre

Nessun cambio, si ritorna in campo con gli stessi 11. Il Napoli vuole chiuderla e Mertens nel tentativo di servire Callejon, trova Zukanovic che batte Perin per il 3-1. Gli azzurri, forse stanchi, forse convinti di averla già vinta abbassano il ritmo e per poco non rimettono il grifone in gioco. Gli uomini di Juric con grande voglia e spirito accorciano le distanza col napoletano Izzo, ma non riescono a rimettere in piedi la gara.

Milano chiama, Napoli risponde. Le due genovesi soccombono contro la prima e la seconda della classe, impegnate in un duello scudetto dal sapore dei tempi che furono.

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