De Laurentiis contestato: il patron faccia un piccolo esame di coscienza

De Laurentiis ed i peccati di comunicazione

Ieri feroce contestazione al presidente De Laurentiis con numerosi striscioni in tutta la città. Facciamo una premessa: è lecito contestare, non lo è offendere, minacciare. Per altro, e lo diciamo senza voler per questo schierarci, il presidente fa spesso lo stesso: offende e minaccia. Minacce larvate, ma pure sempre minacce, specie nei confronti dei giornalisti. In apparenza la risposta del presidente è stata estremamente signorile: c’è libertà di pensiero, facciano pure. Ma le parole tradivano un certo fastidio.

E su questo ci sono due tesi completamente differenti tra loro. La prima è che il presidente non si capacita delle contestazioni, pensa che uno come lui andrebbe solo ringraziato. La seconda è che si sta divertendo da morire, gli piace da morire provocare e apparire antipatico.

Probabilmente c’è del vero in tutte e due la cose. Il presidente davvero non capisce come possa essere possibile criticare uno che ha ottenuto questi risultati. Ma è anche vero che si diverte da morire a provocare.

Tifoseria spaccata nonostante i risultati

A nostro avviso il presidente del Napoli dovrebbe preoccuparsi di capire perché accade tutto questo. Dov’è l’errore se c’è gente tanta gente che lo contesta, nonostante tutto. E’ chiaro che c’è qualcosa che non funziona nella sua comunicazione. E dovrebbe lavorare molto su questo aspetto. Non mettiamo becco sulle sue scelte aziendali, e su come intende la gestione di una squadra di calcio. Parliamo semplicemente della sua comunicazione, che per tutta evidenza non funziona.

Non funziona perché in questo momento storico, con tutti i risultati positivi ottenuti dalla squadra, c’è una larga fetta della tifoseria che non lo sopporta. Cosa accadrà quando, speriamo mai, ma siamo sotto il cielo, le cose dovessero andare meno bene? Oggi ha facile gioco a zittire le critiche, e a trovare lungo la strada tanti avvocati difensori. Ma davvero pensa che si ritroverà tanti fan se la squadra dovesse arrivare quinta in classifica?

Si dice che non si può stare in Paradiso a dispetto dei santi. Non lo so, magari i Santi sono tali perché sono tolleranti anche con chi fa loro dei dispetti. Ma è sicuro che non si può stare bene nel mondo del pallone a dispetto dei pallonari.

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