A Napoli tutti i giorni si gioca il “derby” a causa di De Laurentiis

Si ama o si odia: per De Laurentiis non ci sono mezze misure

De Laurentiis è un “fenomeno” mediatico da studiare. Ha sostanzialmente tutta la stampa a favore, tranne una minima percentuale. E’ il presidente che ha portato il Napoli ai migliori risultati di sempre, eccezion fatta per l’era Maradona. Nonostante ciò ha a dir poco la metà dell’opinione pubblica che gli è assolutamente contraria. Il che porta a pensare che se le cose dovessero andare male, con un paio di stagione anonime, avrebbe contro almeno l’80% della tifoseria.

In una città in cui, caso unico nelle metropoli europee, c’è una sola squadra, ogni giorno c’è il derby tra aureliani e anti-aureliani. Per i primi Adl è un eroe a prescindere, lo giustificano anche quando con la squadra prima e due giocatori rotti non fa mercato a gennaio. Per i secondi è solo uno che pensa ad arraffare il più possibile. Conti alla mano sin qui, a mercato ancora ufficialmente chiuso, ha speso 64,5 milioni tra Verdi (25), Ruiz (30), Lainer (12), Meret (25), Karnezis (2,5). Eppure tutti a dire che sta sfasciando il Napoli, che non vuole reinvestire i soldi che ha incassato.

A Roma, dove stanno vendendo i pezzi migliori, per prendere giovani più o meno sconosciuti, tutti a lodare Monchi. C’è qualcosa che non quadra, e la colpa non è certo dei tifosi. Il fatto è che De Laurentiis non fa nulla per rendersi se non simpatico quanto meno non insopportabile. Sembra quasi che si diverta a provocare, ed alla lunga la cosa non paga. Se ha spaccato la tifoseria dopo grandissimi risultati…

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