Le arrampicate sugli specchi dei paladini di De Laurentiis

Chi ama De Laurentiis dimostra di non conoscerlo

De Laurentiis ha spaccato la tifoseria: c’è chi lo ama e chi non lo sopporta. Non esistono vie di mezzo: chi lo ama lo difende a prescindere. Chi non lo ama lo colpevolizza a prescindere, anche quando non ha nessuna colpa. E questo è solo un aspetto, ce ne sono altri paradossali, che arrivano a sfiorare il ridicolo. Sembra proprio che di ama il presidente poi faccia fatica a comprenderne la filosofia. E se sono pronti a difenderlo a spada tratta dalle accuse dalla truppa rivale, dall’altra danno per scontate cose che per il presidente non farà mai.

Prendiamo il mercato attuale: i fan del presidente danno per scontato un paio di cose. La prima è che il mercato è stato concordato con Ancelotti. Non solo sono stati confermati tutti i vecchi calciatori, a dispetto delle clausole risolutive, ma arriverà qualche colpo a sorpresa.

Il problema di Sarri e dei fedelissimi del tecnico toscano

La prima cosa da dire è che se sono rimasti i giocatori che avevano una clausola non è merito della società. E’ stata una scelta dei calciatori, determinata magari dal fatto che non c’erano offerte. La società, di suo, li aveva già venduti, fissando un prezzo in precedenza. Per altro è tutto da verificare il fatto che Ancelotti sia contento che siano rimasti i vari Callejon, Mertens, semmai lo stesso Hamsik. Magari avrebbe intenzione di cambiare, avrebbe bisogno di giocatori diversi. Magari sa che se non vanno via giocatori titolari di contratti onerosi, non potrà arrivare nessuno dei suoi pupillo ad alto costo.

Questo è il primo punto: coloro che lodano la filosofia di De Laurentiis dimostrano di non conoscerla fino in fondo. Non è ipotizzabile trattenere i vip, e pretendere che ne arrivino altri, semmai dal contratto ancora più pesante. Questo al massimo potrebbe essere un desiderio di chi ha come slogan: “Pappo’, caccia i soldi”. Non certo di chi apprezza la linea societaria attenta al bilancio.

Ancora più ridicolo quello che sta accadendo con Sarri. Fino all’ultima di campionato la parola d’ordine è “tutto va bene”, Sarri sarebbe restato. Chi diceva il contrario era un provocatore, uno che non amava la squadra. Dopo la rottura Sarri è accusato delle peggiori infamità: non ha vinto nulla in tre anni. E se non ha vinto è solo per colpa sua, che non ha saputo utilizzare tutto il materiale umano che aveva a disposizione. Oggettivamente una cosa un po’ schizofrenica, vista da fuori, che si giustifica solo con la difesa ad oltranza del presidente.

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Ancelotti non può dirsi soddisfatto del mercato fatto sin qui

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