E se Bari fosse solo il primo passo di un percorso per lasciare Napoli?

De Laurentiis ed il Bari: una questione esclusivamente economica

De Laurentiis ha preso il Bari: nessuno, anche per un solo momento, può credere che l’abbia fatto per passione. E’ solo un’operazione commerciale, esattamente come fu nel 2004 l’acquisto del Napoli. Operazione per altro molto più a buon mercato: il brand Bari costa infinitamente meno del brand Napoli. Il titolo di D vale molto meno di quello della Lega Pro. Per altro stavolta non c’è stata di mezzo neanche una curatela fallimentare che ha alzato il prezzo. Diciamo la verità: l’ha preso gratis. Per di più senza neanche l’incomodo di dover chiedere un finanziamento. I 3 milioni di euro stanziati per vincere il campionato di serie D li prende dalle casse del Napoli sena dover dar conto a nessuno. Non possiamo neanche parlare di 3 milioni, perché almeno il 50% di quella cifra sarebbe finita tra le fauci dell’Agenzia delle Entrate.

Stiamo parlando di una cifra talmente irrisoria che le casse del Napoli non se ne accorgeranno neanche. L’anno prossimo poi si vedrà. Magari si provvederà anche a qualche giochino di natura contabile. Verrà riconosciuto un preso di valorizzazione per la decina di Under che passeranno dal Napoli al Bari nei prossimi giorni, e tutto sarà alla luce del sole.

In Puglia i tifosi sperano che possa ripetere il cammino fatto all’ombra del Vesuvio: non è semplice per nulla. Bari è una grande piazza, è stato calcolato, Dio solo sa come, che si tratta dell’ottava tifoseria in Italia. Ma rispetto ai numeri che offre Napoli è poca cosa. Gli introito da diritti TV sono molto inferiori, tralasciando il resto. Non essendo uno che ama gli investimenti è difficile ipotizzare che possa arrivare in Champions. De Laurentiis è tranquillamente in grado di portare la squadra in A, in 3, massimo 4 anni. Poi il gioco diventa molto complesso.

E se fosse il primo passo di una road map per lasciare Napoli?

Per altro De Laurentiis con i pugliesi in A sarà costretto anche a fare una scelta non potendo gestire due squadre nella stessa categoria. E non ci stupiremmo che la scelta cadesse sui “galletti”. A quel punto saremmo al diciassettesimo anno al Napoli, ed avrà portato la squadra al massimo dei risultati possibili, almeno da parte sua. Con una convivenza coi tifosi che sarà sempre più complessa. Bari sarebbe molto più semplice da gestire, senza considerare che avrebbe molti anni ancora davanti diciamo così di luna di miele. Tra 3 o 4 anni potrebbe vendere il Napoli, dopo averlo portato al picco più alto del suo valore. E dedicarsi ad una avventura molto più semplice da gestire.

Tre anni al Bari a costi ridottissimi, visto che la stragrande maggioranza dei giocatori potrebbero arrivare dal Napoli. Tre anni per mettere in moto la macchina che consentirà anche ai pugliesi di essere autosufficienti. Nel frattempo potrebbe studiare l’exit strategy dalla società azzurra, monetizzando al massimo. La stessa filosofia che usa sul mercato: prende giocatori giovani e di prospettiva, per poi venderli quando hanno raggiunto il picco del valore. Avrebbe tre anni di tempo per studiare la soluzione migliore. Se lo facesse per davvero (è solo una nostra ipotesi questa, sia ben chiaro) sarebbe un colpo geniale. Quello che non ha fatto Lotito, che va avanti tenendo il piede in due scarpe. Ma la Lazio non è il Napoli, e la Salernitana non è il Bari…

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La Curva B non le manda a dire: “E’ una vita che… Bari”

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