Intervista ai due ragazzi andati a Capodichino per Cavani: “Lo abbiamo fatto per ‘pariare’. Chi ci insulta ci fa ridere ancor di più”

A Capodichino qualcuno attende il Matador fra l'ilarità di alcuni e lo sdegno di altri

Si chiamano Dario e Mariano e sono stati i primi (e probabilmente più iconici) fra i tifosi che ieri hanno preso d’assalto l’aeroporto di Capodichino “in attesa”, o almeno quello suggeriva l’apparenza, di Edinson Cavani. I due ragazzi si sono aggirati per l’intero aeroporto per circa un’ora, muniti di sciarpe azzurre e cartelli con messaggi ironici : “Abbiamo un sogno nel cuore: Cavani, trolley e borsone”, facendosi fermare dai viaggiatori per una fotografia o per una battuta al volo: “Guagliù, ma ‘o ver adda venì?”.

Nell’epoca dei social non poteva certo finire tutto lì, chiaro. Le gesta dei ragazzi sono finite su Facebook, Twitter e Instagram dove l’enorme platea dei tifosi partenopei si è divisa fra i divertiti e gli indignados. Infatti, mentre molti hanno letto con goliardia la trovata dei due giovani, altri li hanno invece accusati aspramente di aver gettato fango sulla credibilità del tifo azzurro: “Siete la vergogna di Napoli! Ma veramente credete a queste str******? Cavani al Napoli, ma per piacere! Andate a lavorare, siete ridicoli!”.

Noi di Per Sempre Napoli abbiamo contattato i nostri amici Dario e Mariano per farci spiegare cosa avevano in mente. Ecco cosa ci hanno risposto.

Anzitutto, dato che in molti vi hanno suggerito di andare a “faticare” spiegateci cosa fate nella vita
Lavoriamo entrambi. Uno di noi è anche laureato. L’altro, alternandosi fra più lavori, è praticamente prossimo a diventare dottore.                                    

E ieri mattina cosa ci facevate a Capodichino?
Io attacco a lavorare alle 14 (Mariano), Dario invece si gode le vacanze. Beato lui!

Arriviamo al dunque: eravate lì perché davvero credevate sarebbe arrivato Cavani?
Ovviamente no.

Quindi perché vi trovavate lì?
Potremmo dire che avevamo voglia di smascherare il mondo dell’informazione o di sdrammatizzare su una psicosi che tiene ostaggio la città da settimane. Potremmo dire che eravamo lì per dimostrare a noi stessi e al mondo di internet fino a che punto può spingersi la stupidità di certa gente che, indignata per un paio di cartelli e una sciarpa del Napoli, arriva ad accusare due ragazzi di essere la vergogna di una città intera. Una provocazione tesa a rivelare tutto questo. Un “troll” in piena regola, insomma. E invece no.

E perché allora?
Per pariare.

E avete “pariato”?
Assolutamente. Ci siamo fatti una marea di risate con le persone che ci hanno fermato per un selfie o un video. Poi, essere citati da Radio Kiss Kiss e vedere le nostre facce da cazzari finire sulle homepage di diversi siti di informazione napoletana è stato divertentissimo.

Qualcuno però non ha pariato. Anzi, se l’è presa con voi insultandovi pesantemente. Come rispondete?
Non sono problemi nostri. Anzi, ci hanno divertito i vari insulti perché hanno rivelato ancora una volta la superficialità e la facile indignazione degli stessi individui che rendono i social uno zoo degli orrori.

Quanta lucidità. Ma siete proprio sicuri che non si è trattato di un esperimento sociologico o qualcosa del genere?
No no (ridono, ndr.).


Per concludere, c’è il rischio di rivedervi in aeroporto nei prossimi giorni? È in ballo qualche colpo ad effetto di fine calciomercato?

A Capodichino sicuramente no. Forse al molo Beverello. Dicono che domenica sera dovrebbe arrivare Messi in aliscafo

Che cialtroni…
Modestamente.

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