Siamo sicuri che Ancelotti sia l’uomo giusto per il progetto Napoli

Adesso tutti a dire che sono solo allenamenti, ma…

Contr’ordine amici: le amichevoli estive non sono altro che allenamenti. Non contano nulla, dimenticate Dublino e i cinque schiaffi in piena faccia. Il calcio di questi tempo non significa nulla. Ancelotti è il più grande di tutti, ha bisogno di un po’ di tempo, ma vedrete farà meglio di Sarri.
Come facilmente prevedibile una certa stampa sempre pronta scrivere o dire quello che si pensa possa far piacere al padrone non ha perso tempo a cambiare idea. Domenica sera la gara col Chievo era partita vera, contro un avversario di serie A. Lo hanno detto e scritto quasi tutti, mentre da queste pagine si invitava alla prudenza: trattasi di allenamento o poco più. Adesso retromarcia a massima velocità: le 5 pappine rimediate dal Liverpool non significa nulla.

Noi non cambiamo idea, ovviamente: allenamenti erano sette giorni fa, allenamento sono ancora adesso. Nonostante per giorni dal sito e dai profili social del Napoli si provava a far passare questa gara per lo meno come un ottavo di Champions. O state dicendo che lo facevano solo per i dieci euro della pay per view? Che stupido, non ci avevo pensato… anche al Napoli sapevano che era una partita di allenamento.

Napoli, col Liverpool nessun tiro in porta

Detto questo, e ribadito che di allenamento trattavasi, e che la condizione, eccetera eccetera…, qualche piccola considerazione andrebbe fatta. La prima: il Napoli non ha mai tirato in porta, e considerando quello che era negli ultimi anni, qualcosa che non va c’è… Un gol o aveva fatto, ed era anche buono, ma è stato annullato.

La seconda: il Napoli, gol a parte, ha concesso una miriade di occasioni da gol. Negli ultimi tre anni gli azzurri sono stati la squadra che ha concesso meno tiri in porta agli avversari. Certo ci vuole tempo per assimilare il gioco di Ancelotti, ma a due settimane dal debutto in campionato la cosa preoccupa un po’.

A nostro avviso, ma possiamo sbagliare ovvio, c’è un sottile malinteso su Ancelotti. Carletto è un grandissimo allenatore, non lo diciamo noi, lo dicono i trofei vinti. Ma ha sempre allenato grandissime squadre, grandissimi giocatori. E’ assolutamente straordinario quando si tratta di gestirli, non a caso tutti i suoi ex, da Cristiano Ronaldo in giù, lo adorano. Nel Napoli è chiamato a fare altro, perché qui non ci sono quel tipo di calciatori. Nel Napoli prima ancora che gestire il gruppo bisogna allenare la squadra, dare le giuste indicazioni.

Ancelotti a la sua rivoluzione culturale

Chi era a Dimaro ha parlato di allenamenti molto differenti rispetto a Sarri. Sostanzialmente non si faceva tattica, soprattutto non si lavorava in maniera maniacale con la difesa. Ricordate il famoso drone che serviva a studiare i movimenti della linea? Nulla di tutto ciò: ieri Albiol e Koulibaly sembravano quelli che giocavano con Benitez… Sarri era un pessimo comunicatore, probabilmente era maniaco, vestiva male, e non sapeva gestire le pressioni. Ancelotti parla in maniera straordinaria, veste benissimo anche per le amichevoli estive, gestisce alla grande le pressioni. Quando ha a disposizione grandi giocatori vince, ha vinto praticamente dovunque. Anche alla Juve avrebbe vinto, senza il diluvio di Perugia. Ma è un altro tipo di allenatore. Ci viene in mente Trapattoni, il miglior allenatore italiano di tutti i tempi, titoli alla mano. Ha vinto scudetti a iosa in Italia, ma anche in Germania, in Portogallo, in Austria. Un anno gli diedero da allenare il Cagliari, se non lo avessero esonerato i sardi sarebbero retrocessi.

Come in tutte le cose della vita, non tutti possono fare tutto. Ognuno ha le sue peculiarità: magari Ancelotti dimostrerà di essere un grandissimo allenatore e non solo un gestore di campioni. Ma non l’ha mai fatto sin qui. Il che non significa che non sa farlo, ma deve ancora dimostrarlo. Sarri magari col Real Madrid dei galattici non avrebbe vinto nulla, non possiamo saperlo. Ma con questa squadra ha fatto 91 punti, e senza Orsato sarebbero stati 96. Aver preso il miglior allenatore al mondo nel saper gestire top player per fare un mercato, sin qui, di giovani di belle speranze, potrebbe non essere stata una mossa intelligente.

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